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Mpasinkatu: “Riforma sugli stranieri in Italia? Inutile per rilanciare il calcio nazionale”

Mpasinkatu: “Riforma sugli stranieri in Italia? Inutile per rilanciare il calcio nazionale”

Il direttore sportivo parla anche della Coppa d’Africa 2015: “Il Congo può essere la sorpresa”

di Matteo Spinelli

Malu Mpasinkatu, direttore sportivo ed esperto di calcio africano, è intervenuto ai microfoni di CronacaDiretta.it, parlando dell’imminente Coppa d’Africa 2015 e della situazione dei giocatori stranieri in Serie A.

 

“Il problema – ha dichiarato Malu Mpasinkatu a CronacaDiretta.it – è che questa Coppa d’Africa non si poteva spostare. Spesso in Europa qualcuno si pone la domanda del perché questa competizione si gioca tra gennaio e febbraio, quando i maggiori campionati europei sono nel pieno dello svolgimento. Il problema è che la CAF si basa sui calendari africani e, in quel periodo, la maggior parte dei campionati continentali iniziano tra febbraio e marzo, quindi il momento è quello giusto. Io sono sempre stato dell’idea che servirebbe un’omologazione dei calendari, ovvero che l’Africa possa uniformarsi ai maggiori campionati europei; così facendo questa manifestazione si potrebbe disputare tra maggio e giugno, come gli Europei o la Coppa America. Per il momento ancora non è stata presa la decisione e dispiace che questa edizione della rassegna africana non venga disputata in Marocco, che aveva anche preparato degli ottimi stadi. Sono però dell’idea che la salute arrivi prima di qualsiasi competizione.
Parlando di campo, spero che il mio Congo possa essere l’outsider. Ci tengo tantissimo perché si è qualificata come terza in un girone difficile come quello con Costa d’Avorio e Camerun; potrebbe essere la mina vagante e fare uno scherzetto, anche se non sarà facile. Le favorite è ovvio che sono sempre Camerun, Costa d’Avorio e Ghana, hanno qualcosa in più come potenziale. C’è però un Senegal che torna prepotentemente alla ribalta, così come la Repubblica Democratica del Congo e poi il Congo Brazaville, che rientra nella competizione dopo tantissimi anni. L’Africa è sempre piena di insidie e di soprese, quindi le squadre più blasonate dovranno fare attenzione; già nelle qualificazioni ci sono stati risultati sorprendenti. Potrebbe essere la Coppa d’Africa di una sorpresa inaspettata.
La maggior parte dei giocatori che saranno presenti nella competizione giocano già in squadre europee, quindi non ci saranno talenti da scovare, bensì questi giocatori dovranno fare il salto di qualità nei propri campionati nazionali; sorprese non ne vedo. Ogni nazionale punta su qualcuno: il Camerun, finita l’era Eto’o, punta molto su Choupo-Moting. Come lui ci sono anche altri calciatori che hanno già giocato la Champions League, sarà l’occasione per loro di fare il salto di qualità anche a livello mediatico.
Fare oggi una differenza tra giocatori comunitari ed extracomunitari è inutile; io sono per un tot di giocatori del paese in cui si gioca e poi libertà di scelta. La domanda che pongo sempre è ‘che differenza c’è, se voglio rivalutare il calcio italiano, se io nella mia squadra faccio giocare 11 francesi o 11 nigeriani?’. Di base non sono comunitari entrambi, quindi, per esempio, il movimento calcistico italiano non ha nessun beneficio. La soluzione sarebbe di avere una rosa di 25 giocatori, la metà dei quali di nazionalità della squadra, e poi per il resto io società se vado in Burundi e scopro un talento, non deve essere la legge a vietarmi di poterlo tesserare. Mi può star bene, ad esempio, come fanno in Inghilterra dove ci sono tantissimi stranieri: lì si richiede una presenza per almeno il 75% nel campionato nazionale prima del trasferimento altrove. Diciamola in maniera semplice e onesta: se un giocatore è forte emerge davanti a tutti. Il problema è che, ogg,i in Italia, Antonio Conte deve convocare in Nazionale dei giocatori che hanno alle spalle massimo un paio di presenze in Serie A, quando una volta per arrivare alla maglia azzurra dovevi aver disputato uno o due campionati di alto livello. C’era più qualità e più talento. In Italia
– conclude il direttore sportivo di origini congolesi – non c’è più un giocatore che, se messo sul mercato, fa scatenare una gara tra le big europee per accaparrarselo”.

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