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Nel dna l'interruttore della magrezza

Nel dna l'interruttore della magrezza

A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Cell dai ricercatori dell'Università della British Columbia

di Claudio Carassiti

ROMA – Scoperto nel Dna l'interruttore molecolare della magrezza: si tratta del gene Alk, un famoso complice dei tumori che potrebbe giocare un ruolo cruciale anche nella regolazione del metabolismo dei grassi.

LA RICERCA – Già bersaglio di numerosi farmaci anti-cancro, potrebbe entrare nel mirino di nuove terapie contro l'obesità. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Cell dai ricercatori dell'Università della British Columbia.

LA SCOPERTA – Per carpire il loro segreto, i ricercatori hanno esaminato i dati contenuti nella Biobanca estone, che include informazioni cliniche e genetiche relative a oltre 47.000 persone tra i 20 e i 44 anni. Dal confronto tra individui magri e normopeso, sono emerse diverse varianti del gene Alk che sono presenti solo nei soggetti più esili. Alla luce di questa osservazione, i ricercatori hanno provato a disattivare Alk nei moscerini della frutta e nei topi di laboratorio, scoprendo che tutti questi animali riuscivano a rimanere magri anche se sottoposti a una dieta ipercalorica.

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