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"Non una di meno" è tornato in piazza, corteo femminista sabato a Roma

Al grido di «siamo marea che non si fermerà vogliamo diritti e libertà» ha sfilato il corteo pacifico per le strade della Capitale

di Giacomo Zito

ROMA - ‘Non una di meno’ sabato è tornato in piazza per dare visibilità all’indignazione delle donne. Insieme a loro tanti uomini e ragazzi, che a Roma sono scesi per le strade per dire basta alla violenza maschile, ai femminicidi e alla disparità salariale, tra le prime cose. Per il quarto anno consecutivo continua la mobilitazione del più grande movimento femminista degli ultimi anni in Italia. Il corteo è partito da piazza della Repubblica per terminare a piazza San Giovanni. 

IL CORTEO - Corteo caratterizzato da molti carri con performance e musica, ma nessuna bandiera e simbolo di partito. I simboli rimanevano e rimangono quelli dei panuelos fuxia mutuati dalla campagna argentina per l'aborto legale, i pugni di fuoco, le maschere delle luchadoras della campagna per Lucha y Siesta, la Casa delle Donne sotto sgombero a Roma.

L’ANNUNCIO - In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, è arrivato un primo segnale da parte delle istituzioni. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha annunciato che è pronto il decreto per attivare il fondo per gli orfani di femminicidio. «I soldi - ha twittato il ministro - non restituiscono l'affetto mancato ma con 12 milioni da lunedì finanzieremo borse di studio, spese mediche, formazione e inserimento al lavoro». Ancora poco secondo i manifestanti, che hanno promesso di continuare a scendere nelle piazze fino a quando se ne sentirà la necessità.

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