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Per il Rinascimento del Made in Italy in campo gli artigiani conciatori toscani

Per il Rinascimento del Made in Italy in campo gli artigiani conciatori toscani

Sono 38 i maestri dell'alta sartoria che hanno risposto all’appello lanciato da Dolce&Gabbana. Un buon segnale per il Consorzio

di Stefania Abbondanza

FIRENZE - Per il Rinascimento della moda Made in Italy, Dolce e Gabbana puntano tutto sull’artigianalità. Sono proprio gli artigiani i protagonisti delle sfilate in programma per le strade di Firenze il 2 e 3 settembre. In particolare, in prima fila ci saranno i maestri del Cuoio di Toscana, il Consorzio leader assoluto nella produzione di cuoio da suola, che raggiunge quote di mercato anche del 98% in Italia e oltre l'80% a livello europeo. Un contributo importante, per entrambe le parti, che così potranno porre sotto i riflettori il lavoro delle sette aziende che fanno parte del Consorzio Cuoio di Toscana uniche al mondo. Una lavorazione che permette loro di avere un cuoio eccellente in quanto lavorato con una concia lenta al vegetale, un principio antico basato sull'utilizzo di tannini naturali ricavati dal legno di castagno, mimosa e quebracho. 

LE AZIENDE - A far parte del brand ci sono tutte aziende in provincia di Pisa tra Santa Croce sull’Arno (Bonistalli e Stefanelli Spa) e San Miniato, località Ponte a Egola (Gruppo Conciario CMC International Spa, Conceria Gi-Elle- Emme Spa, Cuoificio Otello, Lamonti Cuoio Spa, Conceria 3S Srl e Volpi Concerie Srl).

IL COMMENTO - Per Domenico Dolce e Stefano Gabbana, l’evento è più unico che raro. “Il Rinascimento fiorentino per noi rappresenta lo straordinario, la creatività pura - spiegano gli stilisti - l'abilità manuale di altissimo livello, così come l'amore per l'arte, il Fatto a Mano e l'Italia sono da sempre punti fermi del nostro lavoro. Coinvolgere gli artigiani è stata una scelta naturale, siamo stati conquistati dalla loro sapienza, maestria e devozione”. Grande soddisfazione anche da parte del Consorzio: “La tre giorni di eventi Dolce e Gabbana, - in collaborazione con Pitti Immagine e il Comune di Firenze, ha portata internazionale, spiega Antonio Quirici, presidente del Consorzio Cuoio di Toscana - promuove l'immagine della città e del suo indotto in maniera alta e importante. Per questo è in linea con gli obiettivi del Consorzio che promuove il valore di una materia prima così iconica e sostenibile, apprezzata e riconosciuta su tutti i mercati. Questo evento è per noi motivo di orgoglio perché celebra la maestria e il prestigio del Made in Italy e del Made in Tuscany, valori che sono comuni”.

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