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Possiamo "infettare" altri pianeti? La teoria della panspermia

Possiamo "infettare" altri pianeti? La teoria della panspermia

Un gruppo di studiosi ha calcolato che i batteri possono resistere anche 45 anni nello spazio. Inoltre possono trasferirsi attraverso gli asteroidi

di Valerio Cruciani

ROMA - E' possibile che un batterio possa infettare un altro pianeta? A quanto pare sì, almeno secondo un nuovo studio che ha validato la teoria della cosiddetta "panspermia", che prevede che la vita possa trasferirsi da un corpo cosmico all'altro, viaggiando nello spazio a bordo di vettori come asteroidi o (perché no?) tramite le sonde e i rover che inviamo negli altri pianeti.

LO STUDIO - Per certificare la validità di questa teoria, sono diversi anni che Akihiko Yamagishi, professore dell’Università di Farmacia e Scienze della Vita di Tokio, sta cercando di capire la reale possibilità che hanno diversi tipi di microbi di sopravvivere alle condizioni dello spazio, come la presenza di raggi ultravioletti in primis. L'ultimo studio, pubblicato su Frontiers in Microbiology, è stato effettuato ponendo sulla superificie esterna della Stazione spaziale internazionale colonie di batteri deinococcus e i risultati sono alquanto interessanti.

I RISULTATI - A tre anni dall'inizio della sperimentazione, il gruppo di scienziati ha scoperto che alcuni batteri sono sopravvisuti, in maniera particolare quelli aggregati in uno spessore superiore ai 0,5 mm, nonostante le condizioni molto dure. Secondo le teorie degli scienziati, basate sui calcoli effettuati in base alle misurazioni in relazione all'esperimento, aggregati più grandi potrebbero resistere anche di più, arridando addirittura a 45 anni di vita nello spazio. "I risultati suggeriscono che il Deinococcus radioresistente potrebbe sopravvivere durante il viaggio dalla Terra a Marte e viceversa, che è di diversi mesi o anni nell’orbita più breve", spiega Yamagishi.

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