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Arte e Cultura

Prorogata fino gennaio la mostra 'NOI. Non erano solo canzonette'

Prorogata fino gennaio la mostra 'NOI. Non erano solo canzonette'

Modugno, Dalla, Mina, Morandi, De Andrè e gli altri continuano ad essere ospiti speciali a Pesaro

di Giacomo Zito

PESARO - Visto il grande successo di pubblico registrato fino ad oggi, il Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo annunciano la proroga della mostra “NOI. Non erano solo canzonette” che si potrà visitare fino al 10 gennaio 2021 a Palazzo Mosca – Musei Civici e al Museo Nazionale Rossini. Dopo l’estate l‘evento sarà quindi protagonista anche del Natale pesarese e meta turistica durante le festività.

IL PROGETTO - Un progetto espositivo emozionante e di grande qualità, accolto da Pesaro Città Creativa Unesco della Musica, che grazie al connubio di immagini e atmosfere musicali indimenticabili, sta riscuotendo interesse, curiosità e feedback alquanto positivi. Aperta dal 12 luglio ha raggiunto in tre mesi ben 12.151 presenze, tra visitatori provenienti dal territorio e turisti da fuori regione arrivati in città per le vacanze estive. Molto partecipate anche le visite guidate organizzate nelle due sedi in diverse occasioni: dal “San Pietrino Summer Street” in piazza Mosca alle “Soirées musicales” al Museo Nazionale Rossini fino alle settembrine Giornate Europee del Patrimonio 2020. Appuntamenti che sono stati sempre sold out nonostante le dovute limitazioni nel rispetto delle norme sanitarie anti Covid.

IL COMMENTO - Così Daniele Vimini, assessore alla Bellezza: «Grande soddisfazione per l'andamento della mostra, tant'è che abbiamo deciso di prorogarla fino al nuovo anno per abbracciare la Festa della Musica Unesco e l’edizione speciale del Rossini Opera Festival a novembre e a dicembre le feste di Natale. Siamo convinti che potrà essere interessante anche per i turisti autunnali e per quelli che arriveranno a Pesaro per il periodo natalizio. In più mi piace sottolineare che si tratta di una proposta molto apprezzata anche dai genitori e dagli insegnanti venuti a visitare la mostra; quindi ci auguriamo che, pur con le difficoltà della ripresa scolastica, l’esposizione venga scelta come opportunità di formazione, proponendo un percorso che parte dalla musica per raccontare la storia contemporanea: una bella opportunità di riflessione per gli studenti, a maggior ragione in un anno in cui le lezioni sono condizionate dalle complessità dell’emergenza Covid».

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