Shadow

Cronaca Diretta - Accendiamo l'Informazione

Shadow

Editoriali

Referendum Costituzionale, ecco perché votare sì o no

Referendum Costituzionale, ecco perché votare sì o no

Il 4 dicembre 2016 gli italiani sono chiamati al voto per la così detta Riforma Boschi: scopriamo quali sono i pro e i contro secondo i comitati

di Matteo Spinelli

ROMA – Cambiare o non cambiare, questo è il dilemma. Parafrasando la celeberrima frase dell’Amleto di William Shakespeare, si potrebbe riassumere la scelta a cui sono chiamati gli italiani. Il 4 dicembre 2016, infatti, si andrà al voto per il referendum confermativo sulla Costituzione. L’esito – di quello che, piano piano, sembra esser diventato sempre più un voto politico e poco di sostanza come invece dovrebbe essere – è quanto mai incerto; la mancanza di un quorum, in questo senso, potrebbe stravolgere gli equilibri ed andare alla urne appare più che necessario.

LA POSIZIONE DEI PARTITI – Il Partito Democratico, in un certo senso “padre” della riforma firmata dal Ministro Boschi, è diviso all’interno: la maggioranza guidata dal Presidente del Consiglio Renzi è pronta a votare “sì”, mentre l’ala di minoranza democratica capeggiata da Bersani ha fatto capire chiaramente che il “no” è un’ipotesi da prendere in seria considerazione. Il Nuovo Centro Destra, partito facente parte del Governo, ha da tempo dato il suo appoggio alla riforma, mentre il Movimento 5 Stelle è da sempre fermo sulla posizione del “no”. Insieme ai Grillini ci sono, poi, le maggiori forze di destra: Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia.

CLICCA QUI PER IL SONDAGGIO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE

PERCHÉ SÌ – Andando a spulciare tra i vari motivi dei comitati per il “sì” al referendum del 4 dicembre, si possono trovare diversi punti che elencano i vantaggi della riforma costituzionale.

Urgenza della riforma

Il Governo Renzi ha sottolineato da sempre l’importanza di una riforma di questo tipo, a lungo ricercata dall’Italia. D’Alema prima (1997) e Berlusconi dopo (2001), hanno provato ad apportare alcuni cambiamenti in tal senso, ma gli esiti sono stati entrambi negativi.

Addio bicameralismo perfetto

Questo potrebbe essere visto come il tema principale di tutta la riforma. Attraverso l’abbattimento del bicameralismo perfetto – secondo il comitato per il sì – si potranno abbattere i costi della politica, rendendo al tempo stesso l’attività del Parlamento più rapida ed efficace.

Leggi rapide

Questo punto è strettamente collegato a quello del bicameralismo. Con questo cambiamento – che imporrà al Senato, tranne piccole eccezioni, di prendere una decisione sulle legge in massimo 40 giorni – la Camera assume un ruolo centrale, accorciando i tempi per l’approvazione di una legge.

Riduzione costi della politica

Altro punto basilare della riforma Boschi, è la riduzione del numero dei parlamentari: i senatori passeranno da 315 a 95 (non percependo indennità), il Cnel verrà abolito, i consiglieri regionali non avranno indennità e le province saranno eliminate dalla Costituzione.

Cittadini partecipi

In tema di referendum, verranno inseriti quelli propositivi e d’indirizzo, mentre (solo per alcuni casi) sparisce il quorum del 50% per quelli abrogativi. Per i primi si rende, però, necessario un numero di firme maggiori.

Rapporto Stato-Regioni: Titolo V

Con questo cambiamento, sostengono i promotori del sì, ogni livello di controllo avrà una serie di funzioni legislative, evitando in questo modo la conflittualità tra Stato e Regioni. Il potere centrale assumerà un controllo più specifico su quasi tutte le competenze, togliendo di fatto la delega dei poteri a livello locale.

La figura del Presidente del Consiglio

La riforma garantirà una maggiore governabilità. Il Governo, infatti, sarà legato dal vincolo di fiducia solamente con una delle due attuali camere. Inoltre l’introduzione dell’Italicum come nuova legge elettorale, è vista come garantista di vittoria per un solo partito.

CLICCA QUI PER IL SONDAGGIO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE

PERCHÉ NO – Ai punti enunciati dal movimento per il sì, arriva netta la risposta di chi sostiene il no alla riforma.

Legislatura sbagliata

Un gruppo di 56 costituzionalisti, che hanno creato il “manifesto per il no”, evidenziano come questa sia la legislatura meno portata per questo tipo di riforma. L’attuale Parlamento, infatti, è stato eletto con una legge (Porcellum) che lo stesso dichiara incostituzionale.

Dubbi sul bicameralismo

Seppur con intento giusto, il movimento per il no crede che la manovra con la quale si delegittima in parte il Senato, sia sbagliata. Quest’entità, infatti, appare senza poteri effettivi nell’approvazione di molte delle leggi, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni.

Parlamento efficiente

Controbattendo alla tesi di un Parlamento lento, i sostenitori del no si presentano con una statistica elaborata dalla Camera dei Deputati: il nostro è il secondo paese europeo, dopo la Germania, che approva più leggi in un anno.

Risparmio, sì ma con idee

Sul tema dei tagli alla politica, il comitato del no sostiene che i tagli riguarderanno solamente un 20%. Inoltre questo non è tutto: «Il buon funzionamento delle istituzioni – fanno sapere i sostenitori del no – non è prima di tutto un problema di costi legati al numero di persone investite di cariche pubbliche bensì di equilibrio fra organi diversi e di potenziamento, non di indebolimento, delle rappresentanze elettive».

Troppe firme per un referendum

Troppe le 150.000 firme che, se vincerà il sì, serviranno per la presentazione di referendum di iniziativa popolare. Questa l’idea di chi spalleggia il no. Attualmente bastano 50.000 firme per l’azione popolare.

Regioni senza poteri

Organizzazione sanitaria, turismo e niente altro. Questo è quello che rimarrà alle regioni in termini decisionali, ribaltando di fatto la riforma federalista del 2001.

Democrazia a rischio

Il pericolo di una stretta oligarchica è il primo spauracchio per i difensori della Costituzione. La fiducia concessa solo dalla Camera e l’Italicum, in questo senso, potrebbero costituire un pericolo per la democrazia.

IL SONDAGGIO – Voi cosa ne pensate? In attesa della votazione in programma per il 4 dicembre 2016, Cronaca Diretta vi chiede un vostro giudizio sul referendum costituzionale (CLICCA QUI PER VOTARE IL NOSTRO SONDAGGIO).

data-ad-format="auto">
Scrivi il tuo commentoScrivi il tuo commento

Altre Notizie

Indietro
Avanti
data-ad-format="auto">
data-ad-format="auto">

Editoriale

Calcio, Fair Play Finanziario: da soluzione a problema 13 settembre 2017 10:03

Calcio, Fair Play Finanziario: da soluzione a problema

Tre giocatori del PSG (Neymar, Cavani e Mbappé) valgono più di 8 squadre di Serie A: i divari, invece di assottigliarsi, aumentano

ROMA – “Non è un paese per vecchi”, recitava nel 2007 il titolo di un film dei fratelli Coen. Parafrasando, in parte, questa frase, si potrebbe dire che il calcio, ormai,...

Leggi l'Editoriale Leggi l'Editoriale

Dalle nostre pagine Social

Spazio Pubblicitario

Il Sondaggio

Calcio, Roberto Mancini è il nuovo CT dell'Italia: è la scelta giusta?

Risultati