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"Scivolamento del fianco orientale dell'Etna come una valvola per le eruzioni". Lo studio Ingv-Ispra

"Scivolamento del fianco orientale dell'Etna come una valvola per le eruzioni". Lo studio Ingv-Ispra

"La geometria e l’ubicazione di questi volumi di magma appare coerente con antiche strutture tettoniche, messe in evidenza dai dati di tomografia sismica"

di Claudio Carassiti

ROMA - "Lo scivolamento del fianco orientale dell’Etna agisce come una valvola che favorisce o inibisce le eruzioni nel settore immediatamente a monte; la variazione della velocità di scivolamento stesso può essere considerata come una sentinella per eventuali eruzioni parossistiche o processi di intrusione di magma". E' questo il risultato raggiunto nello studio pubblicato sulla rivista statunitense 'Geology', frutto del lavoro di un team di ricercatori dell’Ingv, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

LO STUDIO - "Attraverso un approccio multidisciplinare che ha visto l’utilizzo del telerilevamento Sar, del Gps e della tomografia sismica - spiega Giuseppe Pezzo, autore della ricerca - abbiamo analizzato le deformazioni del suolo nell’area etnea relative all’evento eruttivo del 24 dicembre 2018 e all’evento sismico avvenuto due giorni dopo. In particolare, l’uso di immagini satellitari radar ci ha permesso di ottenere mappe delle deformazioni del suolo di tutta l’area etnea. Le misure ottenute sono state integrate con quelle provenienti dalla rete Gps, che misura in maniera continua i movimenti del vulcano. Infine, con la tomografia sismica, attraverso lo studio delle onde sismiche, è stata ricostruita la struttura al di sotto dell’edificio vulcanico".

I RISULTATI - Questa complessa analisi multidisciplinare ha evidenziato come il continuo movimento del fianco orientale dell’Etna abbia favorito nel tempo l’intrusione di magmi nell’area immediatamente a monte il collasso stesso, nelle zone di frattura note come Rift di Nord-Est e di Sud dell’area sommitale del vulcano. "La geometria e l’ubicazione di questi volumi di magma appare coerente con antiche strutture tettoniche, messe in evidenza dai dati di tomografia sismica, che dislocano la crosta sotto l’edificio vulcanico favorendo la risalita di magmi verso la superficie", spiega la nota dell’Ingv.

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