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Scontro Italia-Russia sul caso degli aiuti sanitari da Mosca

Scontro Italia-Russia sul caso degli aiuti sanitari da Mosca

Dopo l’inchiesta di Iacoboni, Antelava e Butini sulla Stampa arriva la risposta del governo russo e, quindi, di quello italiano

di Silvia de Mari

ROMA - Botta e risposta a distanza tra il governo italiano e quello russo in merito a un’inchiesta apparsa sulla Stampa lo scorso primo aprile. Secondo l’inchiesta, tra gli aiuti sanitari inviati dal governo russo in italia per fronteggiare l’emergenza sanitaria della pandemia, ci sarebbero anche degli esponenti dei servizi segreti o, comunque, delle persone che non sarebbero propriamente dedite al servizio medico. Il giornalista Jacopo Iacoboni, co-firmatario dell’inchiesta con Natalia Antelava e Cecilia Butini, si chiede se l’interesse dei russi non sia solo quello di intervenire per rimediare alla crisi sanitaria, ma se non ci siano anche degli interessi secondari, più politici.

LA RISPOSTA - All’apparizione dell’articolo, seguito da vari commenti scettici all’interno del giornale sula reale portata degli aiuti russi in Italia, ha risposto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, che ha voluto ricordare, senza specificare, quali siano i finanziatori “noti a tutti” del giornale La Stampa. Come a dire che i sentimenti “russofobi” del giornale sono, in realtà, dovuti a interessi ben più che ideologici, ma soprattutto pratici. 

LA CONTRORISPOSTA - A difesa del giornale e, più in generale, della libertà di stampa, è intervenuta la Farnesina seguita dal ministero della Difesa. Parafrasando le parole dei comunicati, si evince che entrambi i ministeri tengano a ringraziare i russi per l’aiuto, senza che però venga dimenticato quanto sia importante anche preservare la libertà di stampa, soprattutto in questo periodo.

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