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Scoperti europarlamentari costretti a donare parte degli stipendi ai propri partiti

Scoperti europarlamentari costretti a donare parte degli stipendi ai propri partiti

Questo è il risultato a cui sono giunte le indagini dell’ufficio antifrode avviate nel 2017 e 2018

di Giacomo Zito

BRUXELLES - Alcuni europarlamentari sono stati costretti a versare nelle casse dei propri partiti una parte del loro stipendio. Un atto ritenuto irregolare perché contrario al principio di indipendenza degli europarlamentari. Si tratta di alcuni delegati del partito spagnolo Izquierda Unida (del gruppo GUE/GNL) e il partito greco Alba Dorada, situato tra gli indipendenti. 

LE INDAGINI - Queste le conclusioni delle due indagini dell’OLAF (Ufficio europeo per l’antifrode) avviate nel 2017 e nel 2018 per il controllo delle attività parlamentari nella legislatura 2014-2019. Su Alba Dorada, inoltre, grava l’aver costretto a contribuire al finanziamento del partito anche gli assistenti parlamentari, per i quali vige il divieto di contribuzione a qualunque partito, ente od organo. Dalle indagini è emerso che il Parlamento europeo dovrà recuperare più di un milione di euro.

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