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Siria, ripreso carcere Guweiran. HRW: ora trasferire donne e minori

Siria, ripreso carcere Guweiran. HRW: ora trasferire donne e minori

Taylor: 45mila presunti membri Isis senza processo, Usa agiscano

ROMA - Le Forze democratiche siriane (Syrian democratic forces, Sdf) hanno ripreso il controllo del carcere di Sina'a, nella provincia nord-orientale di Al-Hasakah, da quasi una settimana sotto l'assalto dei miliziani del gruppo Stato islamico. La struttura, gestita dall'amministrazione curda, accoglieva in totale oltre 3.500 presunti miliziani dell'Isis. Come riferiscono fonti dell'Sdf, nei combattimenti sono morte 284 persone tra cui 250 jihadisti, 20 membri delle Sdf e 7 civili.

L'OPERAZIONE - Grazie anche al sostegno della coalizione internazionale a guida statunitense, nell'operazione di ieri le forze di terra sono riuscite a costringere alla resa quasi mille combattenti dell'Isis, e ora sono in corso operazioni nell'area circostanze per scovare i miliziani che hanno cercato rifugio nelle abitazioni private.

LA NOTA DI HRW - La riconquista del carcere però, come avverte in una nota Human Rights Watch (Hrw), "non pone fine alla più ampia crisi che coinvolge questi prigionieri". L'organismo ricorda che oltre 2.000 detenuti sono di origine straniera, mentre oltre 700 sono minori - alcuni dei quali hanno meno di 12 anni. L'organizzazione denuncia di non essere a conoscenza del numero esatto delle vittime tra i carcerati, tuttavia riferisce di sapere che "ci sono minori tra le vittime e i feriti". Anche Save the Children e l'Unicef nei giorni scorsi avevano avvertito circa il rischio di coinvolgimento di bambini e adolescenti negli scontri, facendo appello alle parti affinché venissero rapidamente trasferiti in sicurezza.

COSA FARE ADESSO - Letta Tayler, direttrice della sezione conflitti per Hrw, nella nota ha chiesto che, dopo la riconquista del carcere di Sina'a, "la coalizione guidata dagli Stati Uniti e gli altri attori coinvolti garantiscano rapidamente che tutti i prigionieri, in particolare i feriti, i malati e i bambini, siano al sicuro e ricevano cibo, acqua e cure mediche. La coalizione dovrebbe anche indagare se le sue forze hanno rispettato le leggi di guerra, anche adottando tutte le misure possibili per proteggere i civili".

IL PROCESSO - La fine degli scontri a Guweiran inoltre secondo Tayler "non risolve il problema della detenzione a tempo indeterminato senza un giusto processo per quasi 45.000 presunti combattenti dell'Isis di origine straniera e dei loro faliliari, la maggior parte dei quali bambini piccoli, in condizioni profondamente degradanti, spesso disumane e pericolose per la vita nelle carceri e nei campi chiusi nel nord-est della Siria". Secondo la responsabile "l'assalto dell'Isis dovrebbe essere un campanello d'allarme per i Paesi d'origine: è ormai trascorso molto tempo, è ora che riportino a casa i loro cittadini e attuino il loro reinserimento e la loro riabilitazione e, eventualmente, per avviare le indagini e la conseguente azione penale. Tenere uomini, donne e bambini in queste condizioni- conclude la responsabile di Hrw- è irragionevole, illegale e nega alle vittime giustizia per i crimini dell'Isis".

 

FONTE e FOTO: Agenzia Dire

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