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Smart working, serve una proroga oltre il 31 luglio

Smart working, serve una proroga oltre il 31 luglio

Ad affermarlo è Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro all'Università Bocconi

di Stefania Abbondanza

ROMA – Il prossimo 31 luglio scadranno le disposizioni del decreto che ha permesso alle aziende di poter ricorrere allo smart working anche senza gli accordi con i lavoratori previsti dalla legge del 2017. Ciò ha consentito a milioni di italiani di poter continuare a lavorare direttamente da casa nella piena emergenza Covid-19. Ma cosa sarà per il futuro? Secondo Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro all'Università Bocconi, «è necessaria una proroga fino al prossimo 31 dicembre».

IL MOTIVO – «Questo rientro confligge con le esigenze di sicurezza: molte aziende non sono ancora in grado di accogliere i lavoratori negli uffici, rispettando il distanziamento. Serve una proroga per arrivare poi, grazie agli accordi di contrattazione aziendale, allo 'smart-working 2.0».

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