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Terrorismo, Sbai: "Serve un fronte comune"

Terrorismo, Sbai: "Serve un fronte comune"

Ad affermarlo è la Presidente dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia-ACMID

ROMA - Terrorismo, nuovi attacchi in Francia. Dopo Parigi, è la volta di Nizza e Avignone. “Mai come in questo momento è necessaria l’unità tra tutti coloro che si contrappongono all’estremismo”. Ad affermarlo è Souad Sbai, Presidente dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia-ACMID e del Centro Alti Studi “Averroé”. “Musulmani, cristiani ed ebrei, i laici e i moderati di ogni schieramento ed estrazione, sono chiamati a una reazione comune per combattere un fenomeno che coinvolge tutti direttamente”, prosegue Sbai, che ricopre anche l’incarico di Segretario Generale della Confederazione dei Marocchini in Italia.

“Per contrastare quelle forze che promuovono la radicalizzazione e il ricorso alla violenza più efferata ‒ spiega la giornalista e già parlamentare della Repubblica per il centrodestra ‒, siamo tutti chiamati a un impegno attivo e concreto. L’estremismo non minaccia solo la nostra vita di oggi, ma punta a distruggere il futuro delle nuove generazioni in Italia e in Europa”.

Un deciso altolà viene indirizzato ai “professionisti” dell’islamofobia. “Oltre a rigettare la violenza, i moderati devono dire ‘no’ anche a coloro che continuano a strumentalizzare la vicenda di Charlie Hebdo per promuovere tensioni e divisioni tra i musulmani e il resto della società”, dice Sbai. “L’agenda che perseguono è quella dei Fratelli Musulmani. Ci saranno manifesti inneggianti al presidente turco Erdogan nella loro manifestazione di domani a Milano?”.

“A nascondersi dietro il velo dell’islamofobia è lo stesso estremismo che porta agli accoltellamenti e alle decapitazioni. I moderati non devono cadere in questa trappola, ma per timore o indifferenza non devono sottrarsi alla responsabilità di dar vita a un fronte comune contro il terrorismo, che abbia un impatto a livello politico, sociale, culturale e di sicurezza”.

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