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Arte e Cultura

"Tu cosa vedi?"  affascinante esperienza immersiva nella Torre Matta di Otranto

"Tu cosa vedi?" affascinante esperienza immersiva nella Torre Matta di Otranto

Firmata dal regista Carlo Toma che si potrà visitare fino a ottobre, prima di trasferirsi a Roma e a Mosca.

di Martina Turco

LECCE - Guardare ciò che appare, vedere ciò che non c’è. Nuova, affascinante esperienza immersiva nella Torre Matta di Otranto (Le) firmata dal regista Carlo Toma, artista eclettico che con i suoi 80 scatti celebra l’ulivo salentino e insieme la capacità di “giocare” con gli occhi e la fantasia.

IL SUCCESSO - Dopo lo straordinario successo dell’estate scorsa, che ha fatto registrare presenze record di oltre 35mila visitatori per la mostra dello stesso autore, la Torre di guardia del Castello aragonese, sepolta per 500 anni in un bastione e riemersa in tutta la sua naturale bellezza, torna a far sognare grandi e piccoli con un viaggio fantastico e immaginario alla scoperta del rapporto intimo di ognuno di noi con ciò che c’è di più sacro e prezioso: la Natura. Un percorso che immerge dunque nell’universo naturale del Salento: luci e colori, suoni del mare e della campagna fra gabbiani, cicale e grilli, il cielo stellato, gli ulivi secolari accompagnano il visitatore in un dialogo intenso e incantato tra natura e tecnologia, tra scienza ed arte, tra reale e virtuale. “Un gioco bellissimo, adatto a tutti e a tutte le età”, come ha scritto Alessandro Cecchi Paone nella prefazione del catalogo che accompagna la mostra (Carlo Toma edizioni).

I VISITATORI - Ad accogliere i visitatori e a chiudere il percorso “Faccia d’ulivo”, dispositivo che ridisegna la realtà attraverso la corteccia di una delle “creature” secolari del Salento; poi, occhi puntati in alto per “Il cielo nella Torre”, planisfero che mostra la volta celeste e le costellazioni in tempo reale.  Scendendo nella Torre, accompagnati dai suoni della natura, ci si confronta poi con l’allestimento “Tu cosa vedi?”, ovvero gli 80 scatti realizzati dall’autore che invitano il visitatore a mettersi in gioco con la sua fantasia e la sua creatività. Il silenzio quasi irreale del luogo -  rotto solo dai suoni della natura - la pietra nuda della torre, le luci soffuse dell’esposizione sono la cornice ideale per abbandonarsi al gioco del “Tu cosa vedi?”: i tronchi millenari del Salento scolpiti dal tempo, dal vento e dalla natura si trasformano in ciò che restituisce il personale vissuto di chi guarda e la sua capacità percettiva: una tartaruga, un riccio, una civetta, il viso di un anziano, in una combinazione pressoché infinita di possibilità.

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