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Una favola per adulti: Testastorta al Libero di Milano

Una favola per adulti: Testastorta al Libero di Milano

Dal romanzo di Nava Semel una produzione della compagnia Chronos3, dal 30 gennaio al 2 febbraio

di Stefania Abbondanza

MILANO - Una favola per adulti sospesa tra fantasia e storia che racconta – attraverso lo sguardo sognante e spietato di un bambino – gli orrori della guerra, i buchi neri della nostra coscienza collettiva. Tommaso ha dieci anni quando viene adottato da due donne bizzarre e selvatiche, una madre e una figlia con un passato turbolento e qualche segreto che abitano un’immensa e fatiscente cascina in mezzo alla campagna.

LA FAVOLA - Siamo nell’Italia del Nord, nel pieno della seconda guerra mondiale. Presto Tommaso si rende conto che nella soffitta, nella parte diroccata della cascina, c’è nascosto qualcosa. O qualcuno. La fantasia di Tommaso si scatena, si lancia in improbabili esplorazioni e investigazioni, fino a far emergere una sconvolgente verità che lo riguarda da vicino, più di quanto egli non creda.

NOTE DI REGIA - Una drammaturgia fluida, che mescola l’Io narrante alle situazioni del testo consentendo di viaggiare liberamente nel tempo e nello spazio, assumendo di volta in volta il punto di vista dei diversi personaggi, per raccontare questa storia così unica e così universale. Il perché di questo spettacolo è presto detto: si tratta di un racconto, di una fiaba che mette in luce alcuni buchi neri della nostra storia, eventi che la mente vuole dimenticare, vuole epurare perché troppo dolorosi, che invece devono restare indelebili, marchiati a fuoco, perché i diritti fondamentali degli esseri umani non vengano mai più calpestati, anche se i recenti avvenimenti di cronaca lascerebbero pensare il contrario. La narrazione sarà musicale, perché la musica è parte integrante di questa storia. La musica dà speranza ai personaggi, copre i cattivi pensieri, la musica dà origine a questa storia. La musica permette di sopportare la claustrofobia, la reclusione nella soffitta, permette di salvarsi dalla follia. La musica delle cose, dei piccoli oggetti, la musica della natura. Quali mosse faranno i nostri personaggi per salvare le loro anime dalla guerra? Quanto ci si può spingere per farlo?

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