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Velletri, l’ANVCG ricorda la tragedia di Colle Caldara

Velletri, l’ANVCG ricorda la tragedia di Colle Caldara

Oggi, nel 68° anniversario, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra vuole ricordare questo tragico evento

ROMA - Il 30 marzo 1952 a Colle Caldara, vicino Velletri, dieci bambini persero la vita a causa dell’esplosione di un ordigno risalente alla seconda Guerra Mondiale. Un fortissimo boato squassò la tranquillità del paese, portando via con sé dieci piccole vittime: i fratelli Italo, Moreno e Leandro Petrella (13, 9 e 4 anni), i loro cuginetti Mario e Marcello Petrella (9 e 7 anni), i fratelli Beniamino e Pierino Zaccagnini (12 e 9 anni), Alfredo Borro di 9 anni, Orlando Bagaglini di 14 e Valter Fabrizi di 8 anni.

Oggi, nel 68° anniversario, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra vuole ricordare questo tragico evento. L’avvocato Giuseppe Castronovo (Presidente Nazionale ANVCG), vittima di un ordigno bellico inesploso che nel 1944 lo ha reso non vedente, ha infatti dichiarato: «E' doloroso ed inaccettabile che a distanza di tanti anni dalla fine della guerra, gli ordigni bellici possano avere ancora questo potenziale di pericolosità per tutti. La tragedia di Colle Caldara, a distanza di anni, deve essere un monito per tutti e l’ANVCG, da tempo, si adopera affinché il territorio venga bonificato da questi ordigni».

Antonio Bisegna (Presidente della Sezione di Roma e Presidente Regionale per il Lazio ANVCG) ha voluto ricordare così la tragedia: «Velletri, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ha vissuto momento durissimi. Ma le scorie di quegli attimi, purtroppo, hanno continuato a mietere vittime anche negli anni a seguire. La tragedia di Colle Caldara è un avvenimento che deve servire da monito: gli ordigni bellici inesplosi, infatti, sono un nemico silenzioso ma pericolosissimo. Il nostro pensiero oggi va a quei dieci bambini che hanno perso la vita e a tutti coloro che, a causa della guerra, hanno subito barbarie e perdite».

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