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Verdura, un gene ci dice perché non piace a tutti

Lo rivela uno studio che sarà presentato al congresso della American Heart Association a Philadelphia

di Claudio Carassiti

ROMA – Un gene potrebbe rendere le verdure meno appetibili per alcune persone, aumentando la sensibilità al gusto amaro di alcune sostanze in esse contenute. In questo modo il Dna può influenzare le scelte alimentari individuali verso opzioni più o meno sane. Lo rivela uno studio che sarà presentato al congresso della American Heart Association a Philadelphia.

LA RICERCA – Il gene in questione si chiama "TAS2R38" ed è importante per percepire l'amaro dei cibi. Ne esistono due versioni, PAV e AVI. Chi nel proprio DNA ha due copie di PAV è super-sensibile all'amaro di certe sostanze, ad esempio quelle tipicamente contenute in verdure come i broccoli (ma anche agli antiossidanti amari del cioccolato fondente, al caffè etc). Chi ha due copie della versione AVI sente pochissimo l'amaro ed è avvantaggiato quando a tavola c'è la verdura.

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