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What Were You Wearing - Com’eri vestita? Una mostra racconta la violenza sulle donne

What Were You Wearing - Com’eri vestita? Una mostra racconta la violenza sulle donne

L’iniziativa si colloca all’interno del calendario "Marzo: il mese delle donne" ideato e costruito dall’amministrazione comunale di Monte San Savino

di Martina Turco

MONTE SAN SAVINO (AR) - Arriva a Monte San Savino (Arezzo) What Were You Wearing - Com’eri vestita?, la mostra internazionale che nasce nel 2013 da un progetto di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile delle iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas, che viene diffuso in Italia grazie al lavoro dell’Associazione Libere Sinergie che ne propone un adattamento al contesto socio culturale del nostro Paese.

OBIETTIVO - Sono gli abiti che la vittima indossava al momento della violenza subita, a offrire il pretesto espositivo: ne nasce una galleria di drammatiche testimonianze che vengono offerte al pubblico tradotte in italiano ed inglese. L’obiettivo è quello di sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne, sradicando il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti.

IL TITOLO - Da qui il titolo del progetto, una domanda che assume toni anch’essi violenti, quel “com’eri vestita?” capace di diventare ulteriore “provocazione” inaccettabile. I visitatori possono così identificarsi nelle storie narrate e confrontarsi con alcuni stereotipi: «Non è l’abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale – osserva la curatrice Jen Brockman – ma è una persona a causare il danno. Essere in grado di donare serenità alle vittime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunità è la vera motivazione del progetto».

GLI ABITI - A Monte San Savino What Were You Wearing - Com’eri vestita? coinvolge l’intero paese e si arricchisce di una particolarità: per la prima volta, a “vestire” i racconti che sono oggetto dell’esposizione, saranno gli abiti prestati per l'occasione da ragazze e donne della cittadina toscana.

L'ALLESTIMENTO - Originale anche l’allestimento che sarà itinerante e interesserà le vetrine dei negozi del centro storico. Qui saranno collocati gli abiti e i relativi racconti, permettendo a chiunque di soffermarsi a riflettere. Intanto in filodiffusione in tutto il paese, saranno le stesse ragazze toscane a dare voce alle storie delle donne che hanno subito violenza, nell’intento di raggiungere anche il passante più distratto.

LA RIFLESSIONE - L’intero centro storico toscano per giorni risuonerà di voci, parole, racconti dolorosi: un percorso potente e quanto mai necessario che invita alla riflessione, alla condivisione, alla responsabilità.

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