Il Giubileo e il Mondo educativo
ROMA – Lo scorso 28 ottobre la Commissione speciale Giubileo 2025 del Consiglio regionale del Lazio si è riunita in audizione per affrontare il tema in intestazione.
Non casuale la scelta di tale contenuto, perché è coincisa con la celebrazione di uno degli eventi in cui si è finora articolato il Giubileo 2025 ossia quello intitolato “Il Giubileo del Mondo Educativo”, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e svoltosi dal 27 ottobre al 1° novembre.
Numerosi e qualificati i partecipanti all’audizione. Seguendo l’ordine degli interventi: Simone Foglio, presidente di Disco Lazio; Rosario Chiarazzo, direttore dell’Ufficio per la Pastorale scolastica e l’insegnamento della religione della Diocesi di Roma; don Maurizio Mirilli, direttore dell’Ufficio Pastorale Universitaria; don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio Pastorale Giovanile; Paolo Giuntarelli, direttore regionale “Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport”; Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale Presidi Roma; Elisabetta Scala, vicepresidente del Movimento italiano genitori (Moige); Maria Scicchitano, psicoterapeuta; Angelo Trecca, presidente di “Progetto Horos”, pedagogista ed educatore professionale.
Ciascuno dei soggetti menzionati, in ragione del ruolo ricoperto, delle competenze ed esperienze possedute, si è soffermato su criticità ed esigenze, così come su interventi e prospettive, ma un dato è stato da tutti sottolineato con nettezza: l’emergenza educativa che si registra attualmente nella nostra società.
Significative in tal senso le parole della vicepresidente della commissione speciale Maria Chiara Iannarelli, che nel sottolineare come l’educazione costituisce una base irrinunciabile per costruire il futuro, ha evidenziato il ruolo decisivo che la famiglia e la scuola devono necessariamente svolgere nel percorso educativo e formativo dei giovani.
Altrettanto importanti le parole del presidente della commissione speciale Giorgio Simeoni, il quale ha posto l’accento sulla questione della “povertà educativa” ossia della privazione o della compromissione per i minori della possibilità di “apprendere”, di formarsi, di sviluppare capacità, competenze e talenti e, dunque, di coltivare aspirazioni collegate, rilevando come vi sia un nesso diretto e molto stretto tra povertà materiale e “povertà educativa” e come dalla privazione materiale dei genitori a quella educativa dei minori il passo sia breve, al punto da determinare una sorta di concatenazione viziosa della “povertà” che si tramanda di generazione in generazione. Altri aspetti sottolineati da Simeoni sono stati quelli della crescente “digitalizzazione delle relazioni”, che ha progressivamente portato a un cambiamento significativo nel modo in cui le persone avvertono, sperimentano e vivono le relazioni interpersonali, del bombardamento che consegue all’utilizzo dei social network, dei danni che ne derivano per la salute mentale anche in termini di senso di isolamento e solitudine. Simeoni ha chiuso poi sul tema del “deficit di educazione ai valori”, ritenendolo un vero e proprio allarme per la società. I valori, ha sottolineato Simeoni, sono indubbiamente la nostra “bussola”, lo specchio della nostra coscienza, che ci orienta in ogni condotta o decisione, ciò per cui vogliamo impegnarci nella vita o ancora, in altri termini, i princìpi etici e morali che consideriamo sovrastanti e che utilizziamo anche come criteri per giudicare o valutare comportamenti e azioni. La perdita di valori determina anche fenomeni gravissimi come il bullismo e il cyberbullismo.
L’auspicio, ha concluso Simeoni, è che il Giubileo possa davvero costituire un’occasione di riflessione operativa sulle criticità rimarcate affinché, attraverso uno sforzo comune da parte di tutte le istituzioni e le autorità pubbliche e private preposte, si faccia un passo decisivo per superarle o quantomeno comprimerle.
Insomma, una riunione della commissione speciale davvero ben riuscita, partecipata e vissuta anche a livello emotivo, e conclusasi con l’impegno da parte di tutti di dare concreto seguito agli auspici espressi.


