Pozzaglia Sabina e Santa Agostina: un legame inscindibile!

ROMA – C’era una volta, e ancora c’è, con volto nuovo, un villaggio chiamato Pozzaglia, nei colli della Sabina, circondato da poveri campi e da ulivi d’argento”.

Con questa frase, solennemente pronunciata dal Pontefice Paolo VI domenica 12 novembre 1972 nel discorso liturgico durante la messa in cui Suor Agostina Pietrantoni veniva proclamata “Beata”, si fondono in modo armonioso e simbolico la storia di un Paese, Pozzaglia Sabina in Provincia di Rieti – un presepe arroccato a circa 900 mt di altitudine alle pendici del Monte Faito (“Monte Faggeto” per i pozzagliesi), fasciato sullo sfondo da una pineta di importanti dimensioni e da una rigogliosa vegetazione spontanea che gli fanno da cornice – e quella di una Donna, al secolo Livia Pietrantoni, che nasceva nello stesso Paese il 27 marzo 1864.

Questa Donna, dopo una prima fase della propria vita fatta anche di stenti e povertà, di precocissimo bisogno di doversela cavare all’interno di una famiglia in cui era la seconda di undici figli, maturata gradualmente la vocazione alla vita religiosa e diventata, dopo il postulato, il noviziato e la professione religiosa (temporanea e perpetua) Suor Agostina Pietrantoni, si distingueva, infiammata di carità, per le non comuni dedizioni e cure riservate ai pazienti dell’antico ospedale di Roma “Santo Spirito in Sassia”.

Presso tale struttura, il 13 novembre 1894 – in un periodo particolarmente tormentato della storia, contraddistinto da un liberalismo ateo e un anticlericalismo marcati e dominanti, ma anche da una società incentrata sul pater familias, su questa figura dominante che impartiva compiti, distribuiva mansioni, decideva del patrimonio familiare e tratteggiava anche il netto divario tra l’uomo e la donna – veniva crudelmente e mortalmente ferita da uno dei più difficili e violenti di detti pazienti.

Dopo la ricordata beatificazione, Suor Agostina Pietrantoni il 18 aprile 1999 veniva canonizzata e dunque dichiarata Santa da Papa Giovanni Paolo II e, il 20 maggio 2003, proclamata “Patrona degli Infermieri d’Italia”.

Le sue spoglie, a conferma dell’indissolubile, imprescindibile rapporto che la lega alla terra di origine, sono custodite a Pozzaglia Sabina, nella Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari.

Quella di Pozzaglia Sabina e Santa Agostina è una narrazione che racchiude, oltre a un bagaglio di tradizioni, riti, usi e costumi, una storia dal grande respiro, dal fascino tanto risalente ed evocativo quanto rapente e strascicante.

Un filo invisibile, impalpabile, si muove tra i vicoli stretti e inestricabili di questo Paese ed è rappresentato dalla figura di questa Donna di fede che dedicò, più esattamente donò, come ricordano le numerose testimonianze dell’epoca, la propria vita a Dio, ai poveri e alla cura degli infermi, incarnando magistralmente le virtù dell’umiltà, della semplicità e della carità, virtù che a ben vedere racchiudono la vera santità di Agostina.

Un rapporto speciale, dunque, quello tra la Santa e il Paese che le ha dato i natali, che si tramanda di generazione in generazione nella memoria, ma anche nelle piccole testimonianze presenti sul territorio, e che per certi aspetti simboleggia, come pure evoca figurativamente la riportata frase di Papa Paolo VI con quel “C’era una volta, e ancora c’è, con volto nuovo …”, le mutazioni sociali e i cambiamenti radicali intervenuti in circa un secolo e mezzo, con la riscoperta di un passato che insegna, racconta e aiuta a comprendere il presente.

Ed è anche per assicurare questo passaggio tra generazioni che è nata, il 26 giugno 2006, l’Associazione “Fedeli di Santa Agostina Onlus”, successivamente ridenominata Associazione “Fedeli di Santa Agostina APS” e iscritta, in coerenza con il “Codice del Terzo settore”, al RUNTS.

Ce ne parla l’attuale presidente, Maurizio Sinceri.

L’Associazione – afferma Sinceri – nasce con l’intento primario di ricordare e celebrare Santa Agostina, una concittadina che per noi pozzagliesi rappresenta una figura immanente, sempre presente, che ci rende orgogliosi della nostra origine. In tale prospettiva, l’obiettivo è anche quello di agevolare l’accessibilità al museo, alla casa natale e ai luoghi di preghiera di Santa Agostina da parte dei numerosi pellegrini che, ogni anno, si recano a Pozzaglia Sabina per visitarli.”.

Nei primi anni – prosegue Sinceri – l’Associazione ha fatto fronte agli impegni di natura gestionale e ai piccoli gesti caritatevoli con l’apporto economico dei soci fondatori, solo successivamente con il contributo del 5×1000 e i versamenti di sostenitori volontari. L’utilizzo di tali risorse ci ha permesso di realizzare interventi di valorizzazione di alcuni luoghi simbolo della vita della Santa, come ad esempio la fornitura di energia elettrica nel luogo di preghiera, la realizzazione di una ringhiera in ferro lungo la scalinata che vi conduce, l’allestimento di un percorso dotato di segnaletica, pannelli illustrativi e impreziosito da dipinti murali che raffigurano episodi della vita di Agostina e tipiche scene di vita pozzagliese di fine ‘800, dei fedeli spaccati di come la comunità rurale viveva le sue giornate, dal duro lavoro dei campi alla pastorizia, dalla raccolta delle olive ai tipici “mestieri” delle donne di allora, come il cucire, il ricamare, il filare la lana e la canapa. Certo ci piacerebbe poter fare molto di più, ma sappiamo che per qualsiasi intervento o iniziativa occorrono adeguate risorse, che solo attraverso le ricordate forme di finanziamento e l’accesso a eventuali contributi pubblici potremmo realizzare. Peraltro, non sfugge che tali iniziative potrebbero avere anche delle significative ricadute per il territorio di riferimento, favorendo ad esempio l’avvio di attività commerciali e artigianali utili ad arginare lo spopolamento demografico che, accompagnato alla generale denatalità e al collegato invecchiamento della popolazione, purtroppo finisce per causare nei piccoli comuni montani come Pozzaglia Sabina oltre che la rarefazione delle opportunità di lavoro pure un diradamento dell’offerta di servizi essenziali, quali la sanità e l’istruzione.”

Ringrazio pertanto cronacadiretta.it che ci ha concesso questa opportunità di parlare dell’Associazione – conclude Sinceri – e speriamo che ciò possa richiamare l’attenzione sulla stessa e soprattutto sulle finalità che persegue da parte di soggetti che ritengano di poter contribuire alla sua causa. A tale ultimo riguardo, invito chiunque fosse interessato ad accedere al nostro sito web attraverso il seguente link: www.fedelidisantaagostina.it”.