Premio Antonio Biondi

FROSINONE – Si è svolta, venerdì 9 gennaio, presso l’auditorium del Comune di Morolo in Provincia di Frosinone, la cerimonia di assegnazione del “Premio Antonio Biondi” edizione 2025; l’evento ha visto la presenza di un folto pubblico, tra cui diverse autorità politiche, civili, militari e religiose.

Lo scorso anno la Regione Lazio, con l’approvazione di specifiche disposizioni normative, promuoveva l’istituzione e lo svolgimento del “Premio Antonio Biondi”, a cura della omonima “Fondazione Premio Antonio Biondi ETS”, stanziando a tal fine un contributo per il triennio 2025-2027.

Il premio, finalizzato ad attribuire un riconoscimento a coloro, in particolare ai giovani, che si siano distinti per la loro qualità, creatività, originalità e personalità nei settori dell’arte, della letteratura, del giornalismo e della ricerca archeologica, viene assegnato attraverso un bando di concorso, articolato in quattro sottocategorie: “Premio Giovanni Colacicchi” per la pittura, “Premio Lillo Pietropaoli” per il giornalismo, “Premio Mons. Antonio Biondi” per la letteratura, “Premio Egidio Ricci” per la ricerca archeologica. La selezione dei candidati per l’edizione 2025 è stata affidata a una giuria di esperti per ciascuna di dette sottocategorie, allo scopo di garantire un processo di selezione rigoroso e imparziale.

Quello ideato e creato dalla “Fondazione Premio Antonio Biondi ETS” costituisce un vero e proprio trampolino di lancio, una vetrina importante per i talenti di domani nei settori indicati, offrendo loro l’opportunità di farsi conoscere e di esporre le proprie opere.

Coerentemente con le ricordate disposizioni normative, l’obiettivo è quello di sostenere la creatività artistica e la produzione culturale diretta a valorizzare e tutelare i beni e le risorse del territorio regionale, di favorire l’accessibilità e la sensibilizzazione delle comunità di riferimento alle manifestazioni culturali e artistiche, di avvicinare le nuove generazioni al mondo della cultura e dell’arte e di svilupparne il talento creativo.

Ai vincitori del premio, oltre che una somma di danaro, la Fondazione offre una serie di opportunità, come la realizzazione di mostre personali e di cataloghi dedicati, la pubblicazione di opere inedite, la possibilità di presentare l’opera e di partecipare a dibattiti inerenti.

Nello specifico, per l’edizione 2025 sono risultati vincitori ex aequo e aggiudicatari ciascuno di una somma di euro 1.500,00:

  • del “Premio Giovanni Colacicchi”, per la pittura: Lucia Loria, dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, con l’opera dal titolo “Cambiamento”; Mara Masala, dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, con l’opera dal titolo “Cannigione 2001”; Mahsa Khorshidsarvar, dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con l’opera dal titolo “Complessità”; menzione speciale è stata riconosciuta invece a Elisa Agrimi, dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, per l’opera “L’Antinoo Braschi”;
  • del “Premio Lillo Pietropaoli”, per il giornalismo: Cristina Mantovani, con l’articolo pubblicato su Ciociaria Editoriale Oggi dal titolo “Al centro storico meno auto e più persone, la battaglia di Legambiente”; Giampiero Valenza, con il servizio pubblicato su “Il Messaggero” dal titolo “Il tempio dello sport, imprese da record in campo e sui bilanci”; Josephine Carinci, con l’articolo pubblicato su Ciociaria Editoriale Oggi dal titolo “Nel Lazio si vive bene”;
  • del “Premio Mons. Antonio Biondi”, per la letteratura: Alfredo Napoli, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, con la tesi “Il mito nel I libro delle Odi di Orazio”; Alfonso Ricci, dell’Università degli Studi Roma Tre, con la tesi “La lingua di Roma nella poesia dialettale e nel parlato regionale del Lazio”; Chiara Apostolico, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, con la tesi “Quinto Suplicio Massimo e gli agoni di età flavia”;
  • del “Premio Egidio Ricci”, per la ricerca archeologica: Benedetta Paris, dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, con la tesi “Il rapporto tra pittura e poesia: strumenti per comunicare l’arte alle persone cieche”; Flavia Caringi, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, con la tesi “La committenza di Cesare Baronio nella città di Sora: il caso della “Madonna della Vallicella”; Monica Bucci, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, con la tesi “La invisibile fisicità del mondo. Da Merce Cunningham a Virgilio Sieni: performance gestuali, esperienze tattili, happening”; menzione d’onore è stata riconosciuta a Simone Lombardo, con il lavoro “La pieve Madonna della Misericordia. Restauro e Valorizzazione”.

Non poteva mancare, rispetto a un evento così significativo per il territorio della Provincia di Frosinone, il saluto di S.E.R. Mons. Santo Marcianò, Arcivescovo-Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Arcivescovo-Vescovo di Anagni-Alatri – che non ha potuto presenziare all’evento per i concomitanti impegni pastorali in seno alla Conferenza Episcopale Laziale – il quale con una sua epistola ha sottolineato non solo l’impegno della Fondazione teso a custodire e promuovere il patrimonio culturale e artistico del territorio regionale, ma anche il fatto che siano stati premiati i giovani in particolare, perché proprio in loro “… la cultura e l’arte incrociano la speranza”.

Entusiasta della piena riuscita della cerimonia, ma visibilmente provato ed emozionato, il presidente della Fondazione Luigi Canali che, con la caparbietà e la determinazione che lo contraddistinguono, ha letteralmente “costruito” i presupposti per l’istituzione del premio in parola.

L’istituzione del Premio Antonio Biondi – ha detto tra l’altro il presidente Canali – è stato per lungo tempo un sogno, ed è grazie ai tanti che insieme a me ci hanno creduto e si sono fattivamente adoperati, dal livello regionale a quello locale, che tale sogno è potuto diventare la realtà che oggi abbiamo vissuto. Voglio pertanto ringraziare davvero tutti, ma pure anticipare che ci rimetteremo subito in moto per realizzare la prossima edizione del premio, anche facendo tesoro delle esperienze messe in cascina con questa edizione, e per avviare nuove e importanti iniziative, coerenti con la missione della Fondazione.