Smart road e smart mobility

ROMA – Quanti automobilisti nelle ultime settimane percorrendo il Grande Raccordo Anulare (G.R.A.) di Roma si saranno chiesti: “che cosa sono e a che cosa servono i pali neri, contrassegnati da tre strisce di colore verde, bianco e rosso, collocati sulle banchine delle carreggiate?”.

La risposta ce la fornisce ANAS s.p.a. con l’illustrazione del progetto “Anas Smart Road”, progetto avviato in via sperimentale su alcune arterie stradali di sua competenza, tra cui per l’appunto il G.R.A. di Roma, finalizzato a: innalzare la sicurezza stradale, in particolare attraverso l’acquisizione di informazioni utili ai guidatori e alla prevenzione di comportamenti scorretti; migliorare la gestione dei flussi di traffico, in specie tramite la rilevazione e la previsione del traffico; controllare lo stato delle diverse componenti delle infrastrutture stradali, per mezzo del monitoraggio continuativo di ponti, viadotti e gallerie.

Il progetto prevede l’uso di tecnologie funzionali allo sviluppo della Smart Mobility, già predisposte per i futuri veicoli a guida autonoma e per la gestione del traffico di auto elettriche.

In tale sistema di gestione smart delle strade, i pali neri oggetto della nostra curiosità sono una componente fondamentale, fungendo da antenne wi-fi, da stazioni di guida e ricarica di droni che offrono servizi di connessione wi-fi in movimento e di monitoraggio stradale (ma anche di trasporto di medicine o di altre attrezzature di pronto soccorso ai conducenti, di accertamento di incendi o di straripamenti che possono interessare le c.d. “Smart Road”) e da sensori di rilevamento di vario genere (condizioni meteo, tasso di umidità, inquinamento atmosferico, ecc.).

I pali neri, più esattamente, sono dotati di una rete wi-fi in grado di gestire il Car2X ossia una tecnologia che consente ai veicoli predisposti per la stessa di comunicare tra di loro (Car2Car) e con infrastrutture (Car2Infrastructure) come semafori o cartelli; ogni auto pertanto manderà informazioni alle auto vicine per tutta la rete tra i pali neri, consentendo ai guidatori di avere informazioni/segnalazioni in tempo reale relative alla strada che stanno percorrendo: incidenti, code, cantieri, veicoli lenti o fermi in panne o a causa incidente,

frenate di emergenza, segnaletica a bordo, strada scivolosa, presenza mezzi di soccorso, limiti di velocità, veicolo contromano, ostacolo sulla strada, operatore su strada, animale su strada, chiusura corsia o chiusura strada, pericolo generico.

Un progetto, dunque, che puntando a digitalizzare oltre 2500 chilometri di strade e autostrade (le “Smart Road”) con oltre 1 miliardo di euro di investimenti, grazie allo sviluppo tecnologico (e ai “nostri” pali neri in particolare) messo al servizio delle infrastrutture stradali, segna un passaggio rivoluzionario: dalla strada intesa solo come opera civile, le cui componenti essenziali sono l’asfalto e il cemento, alla “strada intelligente”, interconnessa, digitalmente avanzata.

Ma anche qualcosa che è a livello iniziale e che richiederà ancora diversi anni per trovare adeguata e compiuta diffusione tra i conducenti.

In attesa di ciò, a proposito del G.R.A. di Roma coloro che lo percorrono quotidianamente sarebbero già particolarmente grati ad ANAS s.p.a. se potessero beneficiare della rete di telefonia mobile anche all’interno delle numerose gallerie che lo caratterizzano, nelle quali spesso si perde la linea quando si è al cellulare, e, perché no, a proposito di sicurezza stradale, anche di una maggiore tempestività nel ripristinare tratti di manto stradale sconnesso o dissestato e con qualche non trascurabile buca, circostanze queste che mal si conciliano con la sicurezza stessa tenuto conto dell’elevata velocità con cui ordinariamente le vetture o le moto lo percorrono.