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Aggressione Anzio, Garante infanzia Lazio: «Occorre prevenzione, ma anche informazione corretta»

Aggressione Anzio, Garante infanzia Lazio: «Occorre prevenzione, ma anche informazione corretta»

ROMA - Un episodio che deve far riflettere, ma che al contempo richiede soluzioni e interventi immediati. Una 13enne è stata infatti picchiata da quattro compagni di scuola durante le ore di lezioni che si stavano tenendo alla scuola media Falcone di Anzio. Trasportata all'ospedale Riunti di Anzio-Nettuno, l'adolescente - una ragazza italiana - è stata refertata in codice rosso con una frattura del setto nasale e diverse ecchimosi ed ematomi.

«Un gesto deprecabile, che non può essere giustificato, ma che deve essere profondamente analizzato al fine di comprendere la genesi della violenza minorile che sta estendendosi sempre più». Questo il pensiero della Dott.ssa Monica Sansoni (Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio), che ha dichiarato: «Non possiamo fermarci sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione contro episodi di violenza. Dobbiamo puntare su un’informazione concreta per i nostri minori d’età, su quali siano le reali conseguenze alle quali possono andare incontro attraverso condotte simili. Nell’esercizio delle mie funzioni, e grazie al supporto della Struttura Amministrativa composta da dipendenti esperti, effettuiamo numerosi interventi scolastici al fianco della Polizia di Stato che attivamente promuove i progetti contro ogni forma di discriminazione».

La Garante, inoltre, segue fattivamente i percorsi della giustizia riparativa, grazie ai mediatori penali minorili, professionisti specializzati e formati in materia. Grazie al loro supporto, durante gli incontri con gli studenti, vengono anche simulati i processi. Un modus operandi importante per far comprendere i risvolti di una violenza così forte è grave.

«Il minore - prosegue la Garante - deve conoscere dove conducano le azioni scorrette e cosa possono innescare in materia di giustizia. Purtroppo noto che non hanno bene in mente le conseguenze di questi reati e non conoscono le leggi. Perciò è nostro dovere, da addetti ai lavori, spiegare la situazione. Se molliamo la presa, andrà sempre peggio»

Sul tema della sensibilizzazione, la Garante ha poi specificato: «I ragazzi non hanno bene in mente le conseguenze di questi reati e non conoscono le leggi. Sta a noi adulti e addetti ai lavori spiegargli la situazione. Se molliamo la presa, andrà sempre peggio. Come Garante Infanzia e Adolescenza della Regione Lazio ritengo fondamentale potenziare e rafforzare la rete tra Istituzioni ed avvalersi del supporto di professionisti altamente specializzati in materia , che quotidianamente affrontano situazioni di criticità che vedono coinvolti i ragazzi: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, ma anche medici dell’emergenza presso i Pronto Soccorso che vivono in prima persona le lesioni causate,  nonché criminologi, psicologi e pedagogisti qualificati. Non si può, e non si deve, non tener conto del grande impegno profuso al fine di dotare gli alunni e le alunne di nuove competenze e nuove conoscenze».

La Dott.ssa Sansoni agirà concretamente, incontrando ufficialmente il dirigente scolastico della scuola media Falcone di Anzio, che ha già confermato la sua piena disponibilità e sensibilità: «Andrò a scuola per entrare nelle classi, conoscere i ragazzi e le ragazze come abitualmente faccio. Metterò a disposizione tutti i servizi opportuni e necessari al fine di supportare questa triste situazione, ma anche per dotare gli studenti di nuove importanti skills che in futuro potranno utilizzare a loro tutela. Anche il Centro Antiviolenza Minorile è pronto a dare tutto l’aiuto necessario: le Istituzioni Regionali del Lazio sono unite e cooperano al fine di contrastare ogni tipo di devianza e di disagio minorile. Quanto è accaduto non deve cadere nel dimenticatoio, ma soprattutto non deve essere travisato».

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