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Aviaria, FI: “governo sostenga economicamente allevatori veneti”

Aviaria, FI: “governo sostenga economicamente allevatori veneti”

"Restrizioni dovute a focolai causano danni economici"

di Simona Mambro

VENEZIA - Il Governo dovrebbe sostenere economicamente gli allevatori di pollame e volatili delle aree venete interessate dalle misure restrittive attivate dalla Regione in seguito ai numerosi focolai di influenza aviaria rinvenuti. Lo chiedono con una interrogazione parlamentare I deputati Roberto Caon, Dario Bond, Sandra Savino, Anna Lisa Baroni, Maria Spena, Paolo Russo e Raffaele Nevi (Forza Italia). "Il virus è stato rinvenuto in alcuni uccelli migratori i quali hanno la capacità di diffondere anche a lunga distanza", e probabilmente per questo focolai sono stati trovati in diverse regioni, come Lombardia, Lazio e Sicilia, spiegano i deputati nella loro interrogazione visionata dalla 'Dire'.

LA SITUAZIONE IN VENETO - "Tuttavia in Veneto la situazione è particolarmente delicata e il presidente della Regione (Luca Zaia, ndr) per contenere il contagio ha disposto misure restrittive, prevedendo un'ampia zona di protezione ove vige l'obbligo di tenere il pollame e I volatili in strutture chiuse o in un luogo in cui non possono venire in contatto con volatili di altre aziende".

COSA SUCCEDE - In sostanza in Veneto succede che: le carcasse degli animali morti vanno distrutte immediatamente e I veicoli vanno sottoposti a disinfezione. Non sono ammessi l'ingresso e l'uscita di volatili in cattività e dei mammiferi domestici, tranne quelli che hanno accesso esclusivamente agli spazi riservati all'abitazione umana. Sono vietati lo spargimento della pollina e l'introduzione e l'immissione di selvaggina delle specie sensibili. Non è possibile movimentare volatili, uova o carcasse tra le aziende, così come il trasporto di carni di pollame dai macelli, dagli impianti di sezionamento e dai depositi frigoriferi. Sono infine vietate le fiere e le esposizioni di pollame e altri volatili. Misure sostanzialmente analoghe sono previste per la zona di sorveglianza.

I DANNI RELATIVI - Ciò comporta per gli allevatori danni diretti, "come gli abbattimenti", e danni indiretti dovuti a "mancati accasamenti, costi per pulizie, disinfezioni e distruzione della pollina, destinazione alternativa delle uova, distruzione delle uova da cova e mancata produzione nelle aree di depopolamento", elencano i forzisti. Per questo sarebbe opportuno prevedere sostegni.

 

FONTE: Agenzia Dire

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