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Covid, FareAmbiente: contraffazione non si ferma dinanzi a pandemia

Covid, FareAmbiente: contraffazione non si ferma dinanzi a pandemia

Presentato dossier “Legalità, fuochi pirotecnici e contraffazione”

di Silvia de Mari

ROMA – La contraffazione rappresenta una delle principali piaghe dell’economia italiana (e non solo) e genera perdite pari a 15 miliardi di euro nelle entrate dei bilanci dei governi Ue. Un fenomeno che non si è arrestato con la pandemia da Covid-19, anzi, e che può essere in qualche modo attenuato supportando le imprese che operano nella legalità. È quanto emerso dalla presentazione del dossier “Legalità, fuochi pirotecnici e contraffazione: dal degrado sociale alla prevenzione ambientale” - tenutasi quest’anno su una piattaforma digitale, nel rispetto nelle normative vigenti – illustrato dal presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Attuazione del Federalismo Fiscale, Paolo Russo, il vicepresidente di FareAmbiente, Francesco Della Corte, il Maggiore Gianluca Donno (Nucleo Speciale Beni e Servizi Guardia di Finanza), Maurizio Cutrino (Direttore Generale Assogiocattoli), Maurizio Borgonovo (U. Borgonovo S.r.l). A moderare l’incontro è stata Anna Zollo, Responsabile dell'Ufficio Studi e Ricerche di FareAmbiente.

I NUMERI - Il settore più colpito dalla contraffazione è quello dei prodotti cosmetici: per l’Italia 935 milioni di euro di mancate vendite ogni anno, con un aumento di 225 milioni rispetto all’ultima stima. A seguire, il comparto vini e liquori: 2,3 miliardi di euro di contraffazione in Europa, di cui 302 milioni in Italia. Un fenomeno che non si è arrestato neanche in quest’anno di pandemia, modificando e/o ampliando il suo spettro d’azione (mascherine, gel igienizzanti), senza però abbandonare i prodotti tradizionali. Quello che è maggiormente cresciuto è il mercato del falso online, che si attesta a quasi 1.700 milioni di euro: circa il 30% degli acquirenti non è a conoscenza di acquistare merce contraffatta, circa il 45% delle transazioni online di beni contraffatti o di scarsa qualità avviene in Cina. Altro settore in forte crescita è quello relativo ai siti che permettono di vedere film e partite di calcio in modo illegale.

I DATI - Secondo i dati forniti dalle Forze dell’ordine, sono state ispezionate, in tutt’Italia, 1.058 strutture commerciali (aziende di importazione e piattaforme di distribuzione, ditte di commercializzazione all’ingrosso e rivendite al dettaglio), rilevando irregolarità e la presenza di prodotti non conformi presso 96 esercizi (sequestrati 17.000 articoli irregolari già immessi a vario livello nel circuito commerciale, per un valore di oltre 80mila euro, 1.750 tra luminarie ed altri prodotti elettrici, risultati privi delle indicazioni obbligatorie di sicurezza all’uso, della marcatura e di etichettatura in lingua italiana).

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