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Arte e Cultura

“dENIAL”, lo spettacolo di Nicholas Gallo in scena a Roma

“dENIAL”, lo spettacolo di Nicholas Gallo in scena a Roma

Dal 15 al 17 ottobre con Caterina Boccardi, Demian Aprea e Giada Garatti

ROMA - Sentimenti, fede, religione, mistero e passioni. Tutto questo è “dENIAL”, lo spettacolo scritto e diretto da Nicholas Gallo, che dal 15 al 17 ottobre sarà in scena al Teatro Tordinona di Roma.

Un testo complesso, umano, realistico. La storia ruota intorno ad un uomo di chiesa, divenuto un vero e proprio peccatore a causa della relazione clandestina con una donna e di tutto ciò che ne deriva. L’immagine di un mondo senza speranza, volto al degrado più totale.

La regia e il testo, quasi asfissiante, di Nicholas Gallo delineano i tratti di una passione che va oltre il peccato e il pregiudizio: un involucro di emozioni distorte e malate. Un viaggio diabolico nella conoscenza tra due amanti, dove la coscienza viene bruciata dal male.

Lo spettacolo – interpretato da Caterina Boccardi nel ruolo di Maria, Demian Aprea nel ruolo di Don Benedict e Giada Garatti nel ruolo di Elisabeth (figlia di Maria) – sarà in scena per ben tre volte nel teatro romano: domenica 15 ottobre alle ore 18, lunedì 16 alle ore 21 e martedì 17 ottobre sempre alle 21.

«È uno spettacolo – ha detto la Boccardi – molto forte e potente. dENIAL è uno spettacolo che merita di essere visto e vissuto. Racconta l’immagine di un mondo dove non c’è più speranza, una situazione molto attuale, visto che oggi siamo tutti speranzosi di un mondo migliore e, soprattutto, dalla Chiesa ci aspettiamo unione e fratellanza. Da cristiana e credente, alla domanda “a chi credi?”, rispondo “ai miei genitori e a Gesù”».

Il regista Gallo ha spiegato: «Nel titolo (“rifiuto”, ndr) c’è già tutto lo spettacolo, che racconta ciò che viene scartato. In questo caso una figlia nata da una coppia clandestina e che non viene riconosciuta e abbandonata a sé stessa fin da piccola. Ruota tutto intorno alla dispersione dell’essere umano, che non ha più punti di riferimento. La fede non appare come ferma, quindi risulta vuota di credibilità. Si basa tutto sulla metafora del rifiuto, che al giorno d’oggi è piuttosto diffusa, purtroppo».

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