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Epatite C – Screening HCV gratuito per coorti di nascita e popolazioni chiave

Epatite C – Screening HCV gratuito per coorti di nascita e popolazioni chiave

Per la prima volta pubblicato il documento di Consenso sulla strategia di eliminazione dell’infezione da HCV

di Stefania Abbondanza

ROMA – Lo scorso 20 novembre, il Ministro della Salute Roberto Speranza, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha firmato il Decreto attuativo per lo screening nazionale gratuito per il virus dell’Epatite C attraverso l’impiego dei 71,5 milioni di euro stanziati con l’emendamento al Decreto Milleproroghe lo scorso febbraio. Questa firma rappresenta un significativo passo avanti per permettere di rilevare le infezioni di HCV non ancora diagnosticate e migliorare così la diagnosi precoce nel prossimo biennio 2021-2022. Tuttavia resta ancora molto da fare.

IL COMMENTO - “L’investimento di 71,5 milioni riguarda solo la prima parte dello screening graduato raccomandato; pertanto, bisogna garantire fondi dedicati e l’efficienza del sistema per la restante parte della popolazione, così da poter garantire screening su tutta la coorte 1948-1988, che si stima avere prevalenze alte di HCV, ancora da diagnosticare. Per questo è di fondamentale importanza la misurazione omogenea tra le Regioni degli indicatori di efficacia dell’intervento di screening, al fine di poter fornire evidenze sulla dimensione del sommerso e proporre ulteriori azioni e politiche sanitarie costo efficaci, necessarie al fine del raggiungimento dei target dell’OMS” ha commentato Loreta Kondili, Medico Ricercatore presso il Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità e Responsabile della Piattaforma Italiana per lo studio delle Terapie delle Epatiti ViRali (PITER).

LA NECESSITA’ DI UN IMPEGNO TRASVERSALE - In Italia l’eliminazione del virus dell’epatite C è un obiettivo ambizioso ma realizzabile. È cruciale che si definiscano politiche sanitarie per far emergere il “sommerso” e simultaneamente si garantisca l’accesso al trattamento attraverso un fondo ad hoc a tutti gli individui infetti. Il decreto attuativo individua i percorsi ritenuti idonei per lo screening, ma adesso è opportuno che vengano indicate direttive dettagliate e specifiche, compito peculiare delle società scientifiche. La base per questo processo è stata lanciata lo scorso 17 novembre con la Tavola Rotonda online “Dal Decreto attuativo sullo screening all’obiettivo finale ‘to cure’: percorso condiviso e condivisibile a livello Centrale e Regionale”, con Responsabili Scientifici la Dott.ssa Loreta Kondili e il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT. All’iniziativa, organizzata con il contributo non condizionato di Gilead Sciences, hanno partecipato i rappresentanti delle Società Scientifiche e delle Associazioni operanti nel settore: Dott.ssa Alessandra D’Alberto, Ministero della Salute; Prof. Sergio Babudieri, Direttore Scientifico SIMSPe; Prof. Massimo Galli, Past President SIMIT; Dr. Claudio Leonardi, Presidente SiPaD; Prof. Francesco Saverio Mennini, Presidente SiHTA; Dr. Felice Nava, FeDerSerD; Dr. Alessandro Rossi, SIMG; Prof. Francesco Paolo Russo, AISF; Dr. Ivan Gardini, Presidente dell’Associazione dei pazienti EpaC Onlus; rappresentanti delle istituzioni dedicate alle politiche sanitarie. Il resoconto di questo webinar è diventato la base di un documento intersocietario indirizzato al Governo, al Parlamento e a tutte le Regioni per mettere in atto le iniziative volte a realizzare uno screening attivo ed efficace come previsto dal Decreto Milleproroghe.

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