Shadow

Cronaca Diretta - Accendiamo l'Informazione

Shadow

Sport

Il Trail del Patriarca incorona lo sloveno Zan Zepic. Guidolin leader al femminile

Il Trail del Patriarca incorona lo sloveno Zan Zepic. Guidolin leader al femminile

Argento per il trevigiano Camilli. L’organizzatore Ivan Cao: “Il trail può ripartire”

di Alessia Salmoni

TREVISO - Lo sport, e il trail in particolare, può ripartire. Oltre 500 atleti (su 700 iscritti) hanno partecipato alla nona edizione del Trail del Patriarca, andato in scena a Villa di di Villa, frazione del Comune di Cordignano (Treviso), con organizzazione della Scuola di Maratona Vittorio Veneto e della Pro Belvedere.

LA GARA E I VINCITORI - Una sfida, complicata dalle cattive condizioni meteorologiche, che ha coinvolto appassionati provenienti da tutto il Triveneto, e non solo, e che alla fine ha visto vincitori lo sloveno Zan Zepic e, al femminile, la triestina Nicol Guidolin. Si è corso sotto la pioggia, applicando un rigido protocollo anti-Covid (partenza per gruppi di venti atleti distanziati di 30 secondi e mascherina indossata per i primi 500 metri di gara). Il tracciato è stato accorciato alla vigilia (da 25 a 23,5 chilometri, mantenendo invariato il dislivello positivo di 1400 metri), dopo che gli organizzatori hanno ricevuto il divieto di entrare nel territorio comunale di Caneva, ancora inserito in zona rossa. Zan Zepic, 23enne sloveno dell’Ad Olimpik, ha chiuso in 1h52’37”, staccando di 37” Alessio Camilli (Karpos), ex biker di Piave di Soligo, protagonista di una bella prova in rimonta che l’ha portato quasi a raggiungere il battistrada. “Le condizioni meteorologiche hanno reso ancora più dura la gara - ha commentato Zepic -. Ma il percorso resta bellissimo: complimenti agli organizzatori. Io sono uno specialista della corsa in discesa, ma oggi ho trovato uno più bravo di me: ancora un po’ e Camilli mi avrebbe ripreso”. Il trevigiano, già vincitore del Trail del Patriarca nel 2018 e quarto nel 2019, ci ha provato sino alla fine: “Ho scollinato con un ritardo di un paio di minuti da Zepic, sapevo di poter andare in forte in discesa: ho recuperato qualche posizione, ma il distacco era troppo ampio. Ora punto alla Duerocche”. Bronzo per Michele Meridio (Faizanè Runners Team), arrivato a quasi tre minuti dal vincitore 1h55’29”. Prova senza storia al femminile, dove si è imposta Nicol Guidolin (Tornado), arrivata al traguardo in 2h16’55”. La 38enne triestina, anche una valida ciclista fuoristrada, ha fatto gara solitaria sin dall’avvio e, sul traguardo, il suo vantaggio sulla seconda classificata, Giulia Pol (Asd Black Warriors), ha superato gli otto minuti. Terza Valentina Michielli (WLF TeamSport, 2h28’49”).

IL COMMENTO - “Cinquecento partecipanti sono un gran risultato. La pioggia ha reso ancora più gravoso l’impegno organizzativo della Scuola di Maratona e della Pro Belvedere, ma tutto è andato per il meglio. Chi fa sport è abituato a seguire le regole e anche dal punto di vista del protocollo anti-Covid non ci sono stati problemi. Speriamo sia di buon auspicio per una più ampia ripresa delle attività sportive”, ha commentato l’assessore allo sport del Comune di Cordignano, Roberto Campagna, affiancato dal sindaco Alessandro Biz e dal presidente della Pro Belvedere Edoardo Benetti. Soddisfatto anche il presidente della Scuola di Maratona, Ivan Cao: “Abbiamo dimostrato che si può fare sport in sicurezza. E’ stata una bella ripartenza. Speriamo che il nostro sia solo il primo di una lunga serie di trail previsti nei prossimi mesi. Abbiamo dato un messaggio positivo anche agli altri organizzatori: correre si può”.

IL PERCORSO - Il percorso del 9° Trail del Patriarca si è sviluppato tra sentieri e strade sterrate nella zona pedemontana trevigiana, sino ad addentrarsi nelle suggestive faggete del Cansiglio. I partecipanti sono anche transitati per il Parco dei Carbonai, uno dei sette parchi tematici dell’Altamarca Trevigiana. Punto più alto del percorso, i 1150 metri del Col Oliver. Da lì, già oltre metà gara, la corsa ha cominciato a scendere verso la pianura, offrendo un ultimo passaggio panoramico al Col Castelir, dove gli atleti sono passati accanto ai ruderi del Castelat - un’antica fortificazione - di Villa di Villa. Uno spettacolo oggi complicato da pioggia e fango, ma sempre entusiasmante.

data-ad-format="auto">
Scrivi il tuo commentoScrivi il tuo commento

Altre Notizie

Indietro
Avanti
data-ad-format="auto">
data-ad-format="auto">

Eventi

Editoriale

Diego, l’artista che ha fatto male solo a sé stesso 30 novembre 2020 10:01

Diego, l’artista che ha fatto male solo a sé stesso

Maradona era (è!) un genio e come tale avrà sempre chi lo denigrerà, ma la verità sta altrove

ROMA - Quando per tutta una vita hai fatto parlare di te – nel bene o nel male – è difficile smettere. Quando sei stato un autentico modello da seguire per quello che riuscivi a...

Leggi l'Editoriale Leggi l'Editoriale

Dalle nostre pagine Social

Spazio Pubblicitario

Il Sondaggio

Covid, quasi tutta Italia in zona rossa: restrizioni troppo dure o necessarie?

Risultati