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Imprese. Farnesina: abbiamo trovato un modo per salvare Superjet

Imprese. Farnesina: abbiamo trovato un modo per salvare Superjet

Avviato iter per certificazione che salva accordo basa con regole Ue

di Bianca Franchi

VENEZIA - Una strada per salvare la Superjet c'è. L'industria aeronautica di Venezia ha bisogno del rinnovo di un accordo bilaterale Italia-Russia senza il quale rischia la chiusura e un allarme occupazionale per circa 200 dipendenti più altri 200 di indotto. L'accordo è del 1989, si chiama "Basa" (Bilateral Aviation Safety Agreement; Accordo bilaterale sull'accettazione, approvazione e certificazione di navigabilità dei prodotti aeronautici civili importati), permette di portare a Tessera aerei russi da rifinire e scade il prossimo 12 settembre. Ma c'è un problema: quest'accordo deve rispettare il diritto dell'Ue e "all'esito delle verifiche interne, lo scorso 25 maggio la Commissione Europea ha reso noto che l'accordo Basa non può essere emendato, coprendo, in tutte le sue parti, materie regolate dalla legislazione dell'Unione", ha spiegato il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova rispondendo ieri in commissione all'interrogazione del deputato dem Nicola Pellicani in allarme per il destino della Superjet.  

LA RICHIESTA DEL GOVERNO - Il Governo italiano ha quindi chiesto "immediatamente alla Commissione europea di identificare una soluzione alternativa in grado di assicurare la funzionalità" di Superjet "e salvaguardare i posti di lavoro" a Tessera. Ed ecco la exit strategy: una procedura per ottenere la certificazione di aeronavigabilità e conformità ambientale di aeromobili e relativi prodotti, nonché delle imprese di progettazione e produzione. La prevede un Regolamento Ue e "delle concrete prospettive di attuazione di questa procedura si è discusso in una riunione in videoconferenza fra rappresentanti della Farnesina e della Commissione europea, alla presenza anche di Enac", ha specificato Della Vedova nella risposta scritta a Pellicani visionata dalla 'Dire'.   LA DOMANDA - Per 'salvarsi', dunque, Superjet dovrà presentare domanda di certificazione come organizzazione di produzione così come prescrive il Regolamento Ue e il compito di certificare questo 'titolo' spetterà all'Enac i cui rappresentanti hanno "confermato di poter avviare sollecitamente le verifiche sulla praticabilità dell'iter, in primis accertando la disponibilità di Superjet International a presentare richiesta di certificazione come organizzazione di produzione. Da quanto risulta, le verifiche sono attualmente in corso", ha aggiunto Della Vedova. Insomma, si è già partiti. Però serve tempo e così, "tramite la nostra rappresentanza a Bruxelles, stiamo compiendo gli approfondimenti giuridici del caso, volti a verificare la possibilità di chiedere alla Commissione europea di posticipare il termine di scadenza dell'accordo Basa, ora fissato al prossimo 12 settembre". La Farnesina "continuerà a seguire con attenzione questo importante e delicato dossier", ha aggiunto il sottosegretario.  

PELLICANI - Pellicani si è detto soddisfatto della risposta del Governo assicurando di voler "mantenere comunque la questione sotto costante monitoraggio, trattandosi di questione vitale per l'economia del Veneto". La Superjet International di Tessera è una società controllata 90% dalla russa Sukhoi Civil Aircraft, attraverso la Irkut e il restante 10% è di Leonardo. A Tessera arrivano dalla Russia i "gusci" vuoti dei Superjet 100 costruiti in Siberia: nella fabbrica veneziana vengono completati con la realizzazione degli equipaggiamenti interni. Sempre a Tessera vengono eseguiti collaudi, revisioni, manutenzioni e aggiornamenti dei velivoli nonché la commercializzazione degli aerei in tutto l'occidente. Mediamente vengono lavorati una quindicina di Superjet 100 ogni anno.

 

  FONTE: Agenzia Dire

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