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Kenya, i mototaxi 'boda-boda' al centro della campagna elettorale

Kenya, i mototaxi 'boda-boda' al centro della campagna elettorale

Secondo la stampa di Nairobi, non è escluso che la stretta abbia implicazioni politiche

di Bianca Franchi

NAIROBI – Stretta sui boda-boda, i mototaxi che in Kenya bypassano gli ingorghi e potrebbero condizionare pure la campagna elettorale. Il caso è finito in prima pagina a inizio marzo, con un episodio di violenza ai danni di una diplomatica, aggredita e derubata nella sua automobile nella capitale Nairobi pare dopo un diverbio con alcuni conducenti.

Della vicenda ha dovuto occuparsi il presidente Uhuru Kenyatta, che ha ordinato un censimento nazionale dei boda-boda e regole stringenti per un settore perlopiù informale che impiega oltre tre milioni di persone. Come riferisce l'emittente Capital Fm, in pochi giorni sono stati arrestati più di 200 conducenti, perlopiù liberati solo dietro il pagamento di una cauzione, mentre sono state confiscate circa mille motociclette. Annunciata poi una riforma con l'introduzione di patenti e "smart card" collegate a un'assicurazione sanitaria. Sempre in un'ottica di trasparenza e contrasto ad abusi, per segnalare e denunciare, nell'arco dei prossimi due mesi è prevista infine l'attivazione di una "boda-boda hotline".

Secondo la stampa di Nairobi, non è escluso che la stretta abbia implicazioni politiche. L'idea è che alle elezioni di agosto potrebbe risultarne favorito il candidato di opposizione William Ruto, e penalizzato invece Raila Odinga, sostenuto ora dal capo di Stato uscente. Lo ha suggerito lo stesso Kenyatta, avvertendo: "Nella fase clou della campagna elettorale c'è chi dirà che il governo sta infierendo sui piccoli imprenditori".

Secondo Mike O'Meara, giornalista e fonte dell'agenzia Dire a Nairobi, "vista l'imprevedibilità del periodo preelettorale, nonostante i primi provvedimenti già adottati è possibile che alla fine emergano delle scappatoie e che i conducenti riescano a cavarsela".

Questo mese, al fenomeno dei boda-boda in Kenya ha dedicato un articolo il portale di ricerca The Conversation. La tesi, presentata dall'esperto Douglas Lucas Kivoi, è che a moltiplicare il numero dei conducenti su due ruote sia stata nel 2008 l'abolizione da parte del governo dei dazi sulle motociclette d'importazione con cilindrata fino a 250cc. Si sarebbero così create decine di migliaia di nuovi posti di lavoro nel settore dei trasporti. Parallelamente sarebbero però emersi nuovi problemi, sia sul fronte del rispetto delle norme stradali che dei furti e di altri tipi di reati.

I boda-boda, con i loro rischi e le loro opportunità, in megalopoli e città congestionate, non sono solo un fenomeno keniano. In Ruanda ad esempio si chiamano "abamotari" ma pare che i conducenti rispettino le regole, indossando il casco e limitando il numero dei passeggeri. Anche per questo, Kenyatta ha invitato i loro rappresentanti a incontrare le associazioni di Nairobi.

 

FONTE e FOTO: Agenzia Dire

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