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La ripresa economica e sociale post pandemia parte dal Recovery

La ripresa economica e sociale post pandemia parte dal Recovery

Bellanova: “Dal Governo segnali chiari in tempi brevi”

di Maria Chiara Fantauzzi

ROMA – La ripresa economica e sociale post pandemia è stata al centro dell’evento online ‘Infrastrutture, mobilità sostenibile, semplificazione e appalti pubblici – le riforme del Pnrr e del Dl Semplificazioni per il rilancio del sistema Italia‘, organizzato sulla pagina di Consenso Europa con la collaborazione dello studio legale Di Pardo e l'Agenzia Dire. Un momento di confronto in situazione di emergenza per favorire il dibattito tra politica, imprese e associazioni.

BELLANOVA - "Basta col chiacchiericcio, sono intollerante verso chi ogni giorno dice 'Draghi fa questo provvedimento perchè ha sentito di più quello, o quell'altro'. Misuriamoci sulla qualità delle proposte". Così il sottosegretario delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Teresa Bellanova.

MARGIOTTA (PD) - "Il Pnrr è una grande occasione per questo Paese. Quando sento scetticismo provo a convincere del fatto che bisogna essere ottimisti e positivi. Bisogna esserlo per forza, non c'è alternativa. Dobbiamo spendere tutti i soldi entro il 2026 pena la fine economica di questo Paese". Così il senatore Salvatore Margiotta, capogruppo PD in Commissione Lavori pubblici e Trasporti, intervenuto al dibattito online. "Spesso ci dimentichiamo di essere tra le sette grandi potenze mondiali. Un aspetto ci ha sempre contraddistinto: il sistema complessivo del nostro Paese alla fine sa sempre reagire e abbiamo un colpo di reni che ci porta in alto. Penso saranno anni di ripresa economica molto forte, la politica dovrà agevolarla con il protagonismo delle imprese e degli investimenti pubblici", conclude Margiotta.

RIXI (LEGA) - "Il Pnrr è uno strumento non solo di finanziamento ma di accelerazione delle opere. Poi bisognerà capire cosa si riesce a migliorare rispetto alla situazione attuale, che spesso è cambiata visto che in Italia i progetti ci mettono tanto ad arrivare". Così il deputato della Lega Edoardo Rixi, componente della Commissione Trasporti e responsabile nazionale Infrastrutture, intervenuto al dibattito online. Sulla sburocratizzazione "c'è il tema delle Vie sulle opere di Pnrr che sarà un aspetto determinante per la capacità di realizzare quelle opere. Poi c'è il tema dei dragaggi che mi auguro arrivi al completamento della semplificazione o c'è il rischio di paralisi nelle zone portuali, penso all'Adriatico", conclude Rixi.

ISGRO' (ENAV) - "Per il nostro settore i progetti di più immediato interesse riguardano la digitalizzazione degli aeroporti e la realizzazione di infrastrutture ferroviarie in connessione con gli aeroporti". Così la presidente dell'Enav, Francesca Isgrò, che ha aggiunto: "Per il primo progetto, il Pnrr stanzia 110 milioni di euro. Ovviamente non sarà sufficiente per effettuare l'intera implementazione ma è una cifra iniziale per dare impulso". Sul Piano in generale Isgrò dà un giudizio "positivo. E' uno strumento efficace soprattuto nell'ottica di una riduzione delle emissioni".

GIULIANO DI PARDO - "Sulla governance del PNRR abbiamo un deciso accentramento, necessario, nella cabina di regia cui sono riunite l'indirizzo, l'impulso e il coordinamento. Sarebbe opportuno che all'interno della cabina ci siano anche I presidenti delle Regioni, o il presidente della Conferenza Stato Regioni, in modo da avere accentramento ma anche partecipazione delle Regioni per le opere di relativo interesse". Così Giuliano Di Pardo, avvocato, fondatore e partner dello studio Di Pardo. Servono però norme piu semplici. "Il decreto semplificazioni è definito così- sottolinea l'avvocato- ma è un decreto di 70 articoli che modifica centinaia di norme. In realtà queste norme sono spesso incomprensibili, dunque sarebbe opportuno pubblicare testi unici e sollecitare provvedimenti attuativi". Poi sarà necessario puntare sull'inserimento nel mondo del lavoro di donne e giovani. "Anche in materia di appalti- sottolinea Di Pardo- saranno introdotti punteggi premiali per chi li assume". Secondo Salvatore di Pardo, avvocato, fondatore e partner dello studio Di Pardo, "dobbiamo riformare la Pubblica Amministrazione, è vero, ma il suo problema di fondo è l'ingiustizia del settore. Chi lavora di più, è più efficace, è più bravo e si dedica maggiormente alla cosa pubblica non viene premiato. Anzi, magari rischia di risponderne davanti la Corte dei Conti. Non è possibile che chi più fa più rischia. E' dunque necessario pensare a gestione del personale e valutazione del risultato per la valorizzazione dei migliori", conclude.

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