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Quirinale, dal 24 gennaio si vota: cosa c’è dietro l’elezione del Presidente della Repubblica

Quirinale, dal 24 gennaio si vota: cosa c’è dietro l’elezione del Presidente della Repubblica

di Bianca Franchi

ROMA – Il 24 gennaio 2022 il Parlamento italiano si riunirà per decidere chi sarà il 13° Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella, che vedrà scadere il suo mandato il 3 febbraio, ha già fatto sapere di non voler tentare un settennato bis, facendo scattare il toto-nome per il suo successore.

Da Silvio Berlusconi a Mario Draghi, passando per il Ministro Marta Cartabia (che aprirebbe le porte del Quirinale ad una donna per la prima volta), sono tanti i nomi in ballo. Per ora regna l’incertezza, ma tra meno di una settimana ne sapremo di più.

Ma quali procedimenti e normative ci sono dietro l’elezione del Presidente della Repubblica. Prima di tutto il Capo dello Stato può essere eletto tra tutti i cittadini che abbiano tali requisiti:

  • l'avere cittadinanza italiana;
  • aver compiuto i 50 anni d'età;
  • godere dei diritti civili e politici.

La Costituzione prevede, inoltre, l'incompatibilità con qualsiasi altra carica.

Nell’articolo 83 della Costituzione, poi, si specifica che:

«Il Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato. L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta».

PROCEDURA DI CONVOCAZIONE - L'elezione del Presidente della Repubblica avviene su iniziativa del Presidente della Camera dei deputati e la Camera dei deputati è la sede per la votazione. Il Presidente della Camera convoca la seduta comune trenta giorni prima della scadenza naturale del mandato in corso.

LA VOTAZIONE - La previsione di una maggioranza qualificata per i primi tre scrutini e di una maggioranza assoluta per gli scrutini successivi serve a evitare che la carica sia ostaggio della maggioranza politica. La carica rinvia infatti a un ruolo indipendente dall'indirizzo della maggioranza politica e un mutamento dei quorum deliberativi (ipotizzato in sede di revisione costituzionale) è stato per questo oggetto di rilievi in dottrina.

IL MANDATO - Il presidente assume l'esercizio delle proprie funzioni solo dopo aver prestato giuramento innanzi al Parlamento in seduta comune (ma senza i delegati regionali), al quale si rivolge, per prassi, tramite un messaggio presidenziale.

Il mandato dura sette anni a partire dalla data del giuramento. La previsione di un settennato impedisce che un presidente possa essere rieletto dalle stesse Camere, che hanno mandato quinquennale, e contribuisce a svincolarlo da eccessivi legami politici con l'organo che lo vota.

La Costituzione Italiana non prevede un limite al numero di mandati per quanto concerne la carica di presidente della Repubblica. Al 2021 si è assistito a un solo caso di conferma del mandato del presidente uscente, e allo stesso tempo di elezione di uno stesso presidente per più di un mandato: il 20 aprile 2013, infatti, le Camere hanno votato la rielezione del presidente uscente Giorgio Napolitano.

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