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Salvataggio e redistribuzione; all'Eurocamera le petizioni italiane per i migranti

Salvataggio e redistribuzione; all'Eurocamera le petizioni italiane per i migranti

Si richiede di "fermare il massacro di esseri umani" e agevolare la redistribuzione tra i Paesi membri

di Alessia Salmoni

BRUXELLES - Introdurre "un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri" e "fermare il massacro di esseri umani nel Mediterraneo". Queste sono le due richieste arrivate dall'Italia al Parlamento europeo, da cui la commissione Petizioni ha richiesto maggiori dettagli sul nuovo Patto Ue per la migrazione.

LA REDISTRIBUZIONE - Sul primo punto ha risposto la rappresentante della Commissione europea Cecilia Verkleij ricordando che già lo scorso 23 settembre era stata presentata la proposta per un regolamento di gestione della migrazione e che Bruxelles "è pienamente consapevole del fatto che la condivisione dell'onere è necessaria".

FERMARE IL MASSACRO - In merito alla seconda petizione, spiega uno dei firmatari, il responsabile per la Puglia del Movimento Europeo Alberto Maritati, "vanno affrontati i comportamenti omissivi non solo dei governi dei paesi europei che per la loro collocazione geografica rappresentano i punti naturali di approdo", ma anche dell'"Europa nel suo complesso" perché il Mediterraneo "si sta trasformando in un mare di morte per una percentuale crescente di persone che non riescono a raggiungere la meta". La richiesta di Maritati è semplice: abrogare le leggi in vigore che ostacolano il salvataggio in mare da parte di qualsiasi persona o organizzazione umanitaria. Un'opinione condivisa da Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle: "Dobbiamo creare percorsi legali e sicuri dai paesi di partenza per contrastare il business dei trafficanti e non possiamo più tollerare la cooperazione con Paesi accusati di violare i diritti umani". Furore ha aggiunto che "il salvataggio in mare deve rimanere un imperativo umanitario e un obbligo ai sensi del diritto internazionale, ma soprattutto non deve più rendersi necessario".

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