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Stella Selene e Circolo del Golf Casal Palocco insieme per un progetto inclusivo di sport

Stella Selene e Circolo del Golf Casal Palocco insieme per un progetto inclusivo di sport

di Sara Franchi

ROMA - Il golf inteso come sport riabilitativo attraverso la “Golf ability”. Questo il progetto che è stato presentato al Circolo del Golf Casal Palocco di Roma dall’Associazione Stella Selene.

In una visione moderna e a 360° della disabilità, Stella Selene, in collaborazione con Circolo del Golf Casal Palocco, realizzerà un progetto innovativo nel suo genere, che vede il golf, tramite le sue caratteristiche peculiari, come una disciplina abilitante e riabilitante di specifiche funzioni deficitarie e/o parzialmente compromesse in alcune precise disabilità.

“Golf ability” si svilupperà attraverso 10 incontri di circa 2 ore ciascuno al Circolo del Golf Casal Palocco, dove il personale tecnico specializzato sarà in grado di insegnare correttamente la tecnica dello “swing” e le principali regole ed obiettivi di questo sport. Le attività di apprendimento saranno mediate da operatori specializzati, in grado di rispettare la funzionalità del singolo, adattando l’attività alle capacità ed alle abilità effettive osservate funzionalmente. Durante gli incontri, inoltre, sarà presente uno psicologo in grado di osservare e tarare ogni più piccola fase dell’intervento, permettendo di adattare l’attività individualmente ad ogni partecipante.

Alla conferenza stampa, moderata dalla giornalista di RDS Valentina Lo Russo, hanno preso parte Massimiliano Maselli (Assessore Servizi sociali, disabilità, terzo settore, servizi alla persona della Regione Lazio), Monica Sansoni (Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio), Federico Giannone (Presidente Fondazione Opera del Divin Redentore), Giovanni Cogliandro (Dirigente scolastico dell’Istituto Mozart di Roma), Mattia Marchetti (Presidente Circolo del Golf Casal Palocco), Riccardo Valeri (Maestro di golf PGAI/FIG) e Bruno Paonessa (Segretario Generale Stella Selene Onlus).

Maselli ha dichiarato: «Lo sport è prezioso per l’inclusione sociale. Un termine che tutti conosciamo e rivendichiamo, ma raggiungerla è un traguardo molto complicato. Le istituzioni devono fare la loro parte ed io, personalmente, sento questa responsabilità. È fondamentale essere consapevoli che tanto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare. L’associazionismo e il terzo settore sono mondi straordinari e importantissimi per raggiungere tale obiettivo, anche per questo in Consiglio Regionale del Lazio abbiamo voluto istituire una figura nuova: il Garante per la disabilità».

Per la Garante Sansoni «sono ancora troppo radicati quegli step che creano problematiche all’inclusione. Lo sport, invece, alza l’autostima personale e potenzia le skills per la crescita. Il golf, inoltre, permette di respirare un’aria di serenità e tranquillità. La giornata oggi è, mi auguro, un punto di partenza per dare il via a progetti di alto livello come questo. Il Garante sarà vicino a queste iniziative».

Marchetti si è detto «orgoglioso di poter ospitare un progetto così importante, naturale proseguimento di un’attività iniziata anni fa con Stella Selene. Come centro sportivo del territorio abbiamo avuto sempre come tema fondante l’inclusione, soprattutto tra i ragazzi e chi ha più difficoltà. Golf ability è, infatti, un progetto che si inserisce in una collaborazione molto ampia con Stella Selene. Ospiteremo i ragazzi e, grazie al nostro maestro Riccardo Valeri, insegneremo i rudimenti del golf. Una disciplina che, più di altre, si presta ad essere inclusiva: chiunque può confrontarsi, visto che si gioca contro sé stessi. Mai contro qualcuno».

Parlando di golf, Valeri ha spiegato: «La prima cosa da sconfiggere è la parola “non posso”. Alle persone disabili dobbiamo dire che sì, possono. Il golf si presta molto a tutto ciò, visto che è praticabile da tutti, ovviamente con le dovute attrezzature ad hoc. Ho fatto esperienze, infatti, con persone disabili, senza un arto e non vedenti. I ragazzi verranno da noi e insegneremo loro la base del golf, andando poi a strutturarli in maniera individuale per farli rendere al massimo e sfruttando le capacità di ognuno di loro».

Per Cogliandro «utilizzare uno sport percepito come elitario ci de-provincializza. Ai ragazzi non fa male capire che lo sport non ha uno stigma sociale, come tanti vogliono far credere. Il golf, quindi, può essere d’aiuto a ragazzi con difficoltà relazionali, riportandoli all’aria aperta e insegnando un’etica che si è andata un po’ perdendo».

Giannone ha sottolineato «l’importanza solidale di questo progetto, che è grandissima. Stella Selene ha portato avanti con impegno questo disegno di inclusione; un’azione lodevolissima. È importante creare una rete sul territorio come si sta facendo oggi con associazioni, istituzioni, riferimenti sportivi e scolastici. Solo così si può dare un aiuto concreto alle persone che hanno problematiche legate alla disabilità».

Il Segretario Paonessa ha spiegato: «Il golf è uno sport stupendo e Stella Selene ha voluto offrirlo ai propri associati, proprio per dare questa fantastica opportunità. Noi, operando sul territorio, grazie alla nostra sede nel centro commerciale The Wow, vogliamo offrire più opportunità possibili a tutti coloro che ne faranno richiesta. Il golf poi, è stato scelto per le sue peculiarità. Lo swing, infatti, aiuta a stimolare la funzione esecutiva, il coordinamento, l’equilibrio, il controllo del corpo, l’autonomia, l’autostima, l’inclusione, la socializzazione, il rispetto delle regole, la stimolazione della concentrazione e la regolazione dei comportamenti. Per questo abbiamo unito sport e associazionismo. Voglio ringraziare i nostri partner, Allianz Bank e School Swiss of management, che ci aiutano a supportare le nostre iniziative a favore delle famiglie».

I partner, rappresentati da Fiorella Quattrociocchi e Michele Muscolo per Allianz, hanno spiegato: «Siamo onorati di poter dare un contributo a questo progetto, perché l’inclusione e l’aiuto alla disabilità deve essere tra le cose più importanti. Nel 2016 è stata promulgata la legge del “dopo di noi”, che è stata poco utilizzata e pubblicizzata. È un mix di pubblico e privato: in sostanza lo Stato stanzia dei soldi per l’inclusione dei ragazzi meno fortunati nella vita sociale di tutti i giorni. Da 90 mln del primo anno, il fondo è sceso a 60, perché non utilizzato. Questa legge, come detto, aiuta i meno fortunati e se utilizzata bene può essere veramente una risorsa fondamentale. Va bene l’associazionismo, ma poi servirà anche qualcosa di più solido quando le famiglie non ci saranno più».

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