Nonni e anziani, un patrimonio da salvaguardare

ROMA – Con il tema “Beato chi non ha perduto la sua speranza”, scelto in vista della celebrazione, domenica 27 luglio, della “V Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani”, Papa Leone XIV ha voluto sottolineare l’irrinunciabile ruolo che i nonni e gli anziani, anche solo in termini di testimonianza di memorie e valori, svolgono nella famiglia e nella comunità e indicare come la loro presenza rappresenta un segno di speranza, in particolare nell’anno del Giubileo.

E forse non è casuale che tale monito sia arrivato in un momento in cui sempre più diffusi sono i casi di abbandono, dimenticanza, solitudine, indifferenza, mancanza di rispetto e affetto nei confronti degli anziani, condizioni queste che, a ben vedere, costituiscono le nuove “barriere” della moderna società, da abbattere esattamente come quelle architettoniche e digitali, soprattutto in considerazione dell’aumento dell’età media della popolazione e del suo conseguente invecchiamento, del crescente sbilanciamento tra giovani e anziani dovuto a una dinamica di progressivo calo demografico.

Così come probabilmente non è casuale la decisione presa dalla Penitenzieria Apostolica di consentire, per il Giubileo del 2025, il conseguimento dell’indulgenza giubilare anche a chi, non potendo quest’anno venire a Roma in pellegrinaggio, si rechi a rendere visita per un congruo tempo agli anziani in solitudine, riconoscendo pertanto in questo gesto, in questa forma di attenzione verso gli anziani, una virtù, un modo per incontrare Gesù che ci libera in tal guisa dalle descritte “barriere”.

Il nostro Paese vanta, oramai da troppi anni, dei primati non propriamente invidiabili tra i paesi europei, quali uno dei più bassi indici di natalità, una delle età medie più alte per la prima gravidanza, una delle popolazioni più anziane a causa della marcata denatalità, al punto che oggi gli individui ultrasessantacinquenni sono circa il 25% della popolazione totale e quelli ultraottantenni superano il numero dei bambini sotto i 10 anni di età.

Ma questi dati, seriamente preoccupanti, determinano il cambiamento della struttura demografica per età della popolazione e il mancato ricambio generazionale, generano delle gravissime ripercussioni sulla sostenibilità non solo del sistema economico-produttivo per effetto della riduzione di forza lavoro, ma pure di quello socioassistenziale, previdenziale e sanitario ossia del welfare pubblico, con inevitabili pesanti conseguenze soprattutto sulle fasce più deboli della società.

Se a tutto questo si associa poi anche un chiarissimo deficit educativo ai valori, una perdita di valori che riguarda strati sempre più diffusi della popolazione – e che richiederebbe ben altri ambiti di esposizione per illustrarne origini e complessità – si comprende agevolmente il perché assistiamo a una perdita di sensibilità e attenzione nei confronti degli altri e, in specie, in una mancanza di rispetto e gratitudine riguardo alle persone anziane, che genera, tra l’altro, una svantaggiosissima interruzione del dialogo tra le diverse generazioni.

Tale stato di cose impone necessariamente ai decisori politici, a qualsiasi livello istituzionale e per quanto di rispettiva competenza, sia sul fronte della ripresa delle nascite per invertire il menzionato regresso demografico, sia sul fronte del superamento della crescente vulnerabilità e fragilità della popolazione anziana, l’individuazione di interventi sistemici, integrati e duraturi.

Ed è proprio per andare nella direzione del superamento o comunque della mitigazione della vulnerabilità e fragilità delle persone anziane, che il consigliere regionale del Lazio Marco Colarossi ha di recente presentato, quale primo firmatario, la proposta di legge intitolata “Istituzione del Garante regionale per i diritti e la tutela delle persone anziane”.

In questo particolare momento storico – afferma il consigliere Marco Colarossi – bisogna necessariamente partire dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione è una delle trasformazioni sociali più significative e che, tra le tante priorità in termini di interventi sistemici da avviare o consolidare, quella relativa alle misure per contrastare la fragilità e la vulnerabilità delle persone anziane appare più urgente di altre. Infatti, gli anziani si trovano spesso a dover affrontare problemi di salute, di isolamento sociale, difficoltà economiche e una ridotta capacità di accesso ai servizi, sempre più digitali e, dunque, percepiti come distanti. Senza contare, più in generale, che la crescente digitalizzazione delle relazioni sta comportando un diffuso diradamento dei rapporti, delle relazioni sociali, che gli anziani, in particolare gli ultrasettantenni, pagano più di altri in termini di marginalizzazione; il tutto in una fase in cui la famiglia tradizionale, che storicamente si è fatta carico della cura degli anziani, sta omologandosi ai metodi e alle pratiche che la moderna società impone, lasciando in tal modo molti anziani senza un adeguato supporto”.

Ed è per dette ragioni – prosegue il consigliere Colarossi – che nell’esercizio del mio mandato elettivo ho presentato una proposta di legge che, tra l’altro, prevede l’istituzione del Garante regionale degli anziani, vale a dire di una figura di garanzia la cui missione istituzionale, nei limiti delle sue competenze, è quella di assicurare che essi ricevano, sul territorio della Regione Lazio, l’attenzione e il supporto necessari per una vita dignitosa e indipendente. In tale prospettiva, assume la sua rilevanza anche la promozione di una diffusa attività di sensibilizzazione in merito ai temi della tutela dei diritti degli anziani e del ruolo decisivo che essi giocano nella nostra comunità per assicurare il valore della memoria e la continuità del dialogo tra generazioni”.

A proposito di sensibilizzazione – conclude il consigliere Colarossi – credo meriti una menzione l’iniziativa denominata “I Tuoi Diritti, il Tuo Futuro: una giornata di consapevolezza per la terza età”, che ho organizzato, unitamente alla “Garante degli Anziani di Roma Capitale”, alla “Fondazione Longevitas”, con il patrocinio, contributo e supporto della “Azienda sanitaria locale Roma 6” e della “Università UniCamillus”, a Castel Gandolfo per giovedì prossimo 17 luglio. Tale evento, che non a caso si svolgerà a Castel Gandolfo, sede del Palazzo Pontificio che attualmente ospita Sua Santità Leone XIV, vedrà la partecipazione di circa 200 anziani e sarà un’occasione per affrontare questioni come quella dei tentativi di truffa comunemente subiti dagli anziani, fornendo informazioni chiare e consigli pratici per riconoscere e difendersi dagli stessi e ridurre la vulnerabilità in tal senso percepita, e quella delle modalità per accedere ad attività di prevenzione medico-sanitaria”.