Ecuador: forte preoccupazione di Federcasse per la previsione normativa che colpisce la cooperazione di credito ed il suo sviluppo nel Paese andino
ROMA – Federcasse (la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, promotrice e coordinatrice del programma “Microfinanza Campesina” avviato nel 2001 a favore dello sviluppo della cooperazione mutualistica di credito in Ecuador – rappresentata oggi da centinaia di banche di villaggio e di comunità socie di Banco Codesarrollo – esprime preoccupazione per la previsione normativa contenuta nella “Ley Organica de Integridad Publica” approvata dalla Assemblea Nazionale ecuadoriana il 24 giugno 2025. Tale legge – tra l’altro – conferisce all’Esecutivo il potere di obbligare le cooperative di credito a trasformarsi in banche con natura giuridica di società di capitali (società per azioni) sotto la supervisione della Superintendencia de Bancos in caso di paventati supposti “rischi sistemici” per il sistema finanziario.
Tale previsione normativa – secondo Federcasse – rappresenta una minaccia esiziale per il sistema bancario cooperativo ecuadoriano e confligge con il grande percorso sociale ed economico che in oltre venti anni ha consentito nel Paese andino lo sviluppo di un grande sistema democratico di accesso al credito, soprattutto a favore delle comunità contadine tradizionalmente escluse, favorendo la crescita di un sistema finanziario “popolare e solidario” non alternativo, ma complementare a quello tradizionale di natura capitalistica.
L’Economia Popolare e Solidaria (EPS) – costituita da migliaia di cooperative e cooperative di credito – è formalmente inserita nella Costituzione. Nel 2011 è stata promulgata la prima legge organica sulla “Economia Popolare e Solidaria” nella quale hanno trovato piena cittadinanza e tutela istituzionale espressioni dell’associazionismo cooperativo e della mutualità bancaria.
Tale settore, oggi in Ecuador, è un pilastro fondamentale dell’economia nazionale. Gestisce asset per un valore superiore ai 29 miliardi di dollari, pari a quasi il 30% del Prodotto Interno lordo, dimostrando nel tempo una crescita e una resilienza superiori a quelle del sistema bancario tradizionale e garantendo l’inclusione finanziaria a milioni di persone escluse dal sistema convenzionale. Sotto questo punto di vista, un contributo essenziale allo sviluppo del Paese.
Federcasse ricorda il Progetto-processo “Microfinanza Campesina” che in poco meno di un quarto di secolo ha visto protagoniste decine e decine di BCC, Casse Rurali e Casse Raiffeisen italiane e la Fondazione del Credito Cooperativo Tertio Millennio ETS.
Le banche mutualistiche hanno erogato oltre 100 milioni di dollari in finanziamenti (tutti puntualmente restituiti a scadenza) e oltre 5 milioni di dollari in donazioni per programmi formativi e di sviluppo, a favore di oltre 150 mila famiglie, di intere comunità e di reti di impresa cooperativa. Tutto ciò ha anche consentito di “invertire” i flussi della ricchezza consentendo a migliaia di persone di restare sui propri territori e non emigrare, contribuendo a sviluppare una profonda cultura della partecipazione democratica e della solidarietà.
Il Programma “Microfinanza Campesina” è a tutt’oggi il maggiore programma di cooperazione allo sviluppo in Sud America interamente gestito con fondi privati, diventato nel tempo un caso di scuola studiato a livello internazionale.
Federcasse ritiene che la norma approvata dal Governo ecuadoriano in questione – oltre a presentare profili di incostituzionalità sui quali si è espressa lo scorso 4 agosto la Corte Costituzionale accogliendo un ricorso volto a sospendere la previsione in oggetto – possa segnare la conclusione di un percorso di sviluppo umano
e democratico importante. Il sistema finanziario cooperativo ecuadoriano non è in crisi, anzi è la prova costante di come nuovi paradigmi economici ispirati al protagonismo delle comunità nella raccolta del risparmio e nella trasformazione in credito possano davvero cambiare il volto e le prospettive delle comunità e di interi Paesi. Ci si augura che dietro la paventata minaccia di “rischi sistemici” non vi sia, in realtà, una precisa volontà politica diretta a comprimere la biodiversità imprenditoriale, ispirata da posizioni ultraliberiste e antidemocratiche.
Federcasse, in rappresentanza del Credito Cooperativo italiano, continuerà a sostenere e difendere l’esperienza dell’economia popolare e solidaria in Ecuador. Non solo per tutelare migliaia di comunità locali che sono uscite dalla soglia di povertà, hanno raggiunto l’autosufficienza alimentare ed avviato significative esperienze associative e cooperative in tutti i settori, ma per difendere l’idea stessa dell’impresa cooperativa e della cultura imprenditoriale della cooperazione.
Nell’Anno internazionale delle Cooperative, proclamato dalle Nazioni Unite per questo 2025, difendere l’esperienza della cooperazione mutualistica in Ecuador significa difendere l’idea stessa di cooperazione in grado di contribuire ad un mondo migliore. In cui tutti possano avere uguali doveri e uguali diritti di cittadinanza sociale ed economica.


