Hantavirus? Anche no…

ROMA – Dopo il focolaio di Hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, cresce l’attenzione internazionale su tale virus e, pur senza particolari allarmismi, sembrano riemergere recenti paure e inquietudini vissute dalla popolazione mondiale dopo la scioccante, drammatica ed emergenziale fase da COVID-19.

A determinare l’allerta è stata la segnalazione di qualche giorno fa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dopo una serie di gravi patologie respiratorie, accertate da analisi di laboratorio come conseguenza di infezioni da Hantavirus, comparse tra passeggeri e membri dell’equipaggio della MV Hondius, la nave attualmente al largo di Capo Verde diventata famosa proprio a causa del focolaio di Hantavirus, che avrebbe causato tre morti e altri casi di contaminazione.

Gli Hantavirus, come chiarito dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sono infezioni virali trasmesse all’uomo dagli animali, in particolare attraverso il contatto con urina, saliva ed escrementi di roditori infettati, con superfici contaminate dagli stessi, con il loro morso (più raramente) oppure respirando particelle virali disperse nell’aria.

Quanto al quadro clinico provocato dall’infezione, questo dipende dal tipo di virus, che varia a seconda dell’area geografica in cui è avvenuto il contagio, passando da una sindrome polmonare (causata da virus presenti in America) a una febbre emorragica con sindrome renale emorragica (causata da virus presenti in Europa e Asia). La prima si manifesta con tosse, difficoltà respiratorie, accumulo di liquido nei polmoni; la seconda si rivela con abbassamento della pressione arteriosa, disturbi della coagulazione e insufficienza renale.

Le infezioni sono relativamente rare, il virus infatti non si trasmette facilmente e difficilmente potrebbe provocare un’epidemia diffusa, anche se il tasso di letalità è abbastanza alto, intorno al 40%.

Attualmente non risultano casi segnalati in Italia.

In ragione delle modalità di contagio, inevitabilmente il rischio cresce con la frequentazione di ambienti infestati da roditori, quali potrebbero essere quelli in cui la presenza di questi è maggiormente probabile, come nel caso di edifici chiusi, magazzini e aree rurali e boschive.

Fortunatamente è limitata la trasmissione tra esseri umani, fatto questo che potrebbe verificarsi soprattutto nei casi di contatti stretti e prolungati con persona contagiata.

Nello specifico dei sintomi propri dell’infezione da Hantavirus, l’ISS evidenzia come essi non solo variano da persona a persona e dipendono dalla carica virale, ma sono anche comuni ad altre condizioni, come influenza, raffreddore, COVID-19 e polmonite virale, con la conseguenza che la fase iniziale è caratterizzata da sintomi quali la febbre, il mal di testa, i brividi, le vertigini, i disturbi gastrointestinali e i dolori muscolari, che non rendono semplice una diagnosi precoce.

Tali sintomi compaiono generalmente da due a quattro settimane dal contagio, ma il periodo di incubazione potrebbe variare da una settimana fino a otto settimane.

Allo stato non si dispone di vaccini o trattamenti antivirali specifici autorizzati, con la conseguenza che la terapia è di solo supporto e si basa sul monitoraggio clinico, sul miglioramento dei sintomi e sulla gestione delle complicanze di natura respiratoria, cardiaca o renale.

La prevenzione si incentra soprattutto sulla riduzione del contatto con roditori e ambienti potenzialmente contaminati dagli stessi.

In tal senso, la corretta conservazione di alimenti e rifiuti, la chiusura di crepe, aperture e punti di accesso negli edifici e una pulizia sicura, con detergenti o disinfettanti, degli ambienti a rischio, rappresentano senz’altro misure adeguate anche a evitare l’aerosolizzazione di possibili particelle virali.

Insomma, allerta sì – dopo il COVID-19 sentirsi particolarmente sicuri di certo non costituisce l’esercizio più assennato – ma senza esagerati allarmismi e soprattutto rivolgendo una preghiera a chi fa informazione: almeno stavolta, risparmiateci ansie e angosce da sfilate di virologi e infettivologi!