Amministrative 2026, l’ultimo test elettorale prima delle politiche del prossimo anno

ROMA – Sono oltre 6,5 milioni gli elettori chiamati, oggi 24 e domani 25 maggio, alle urne per le amministrative.

Circa 750 i comuni interessati dal voto, di cui 17 capoluoghi di provincia (Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Reggio Calabria, Crotone, Agrigento, Enna e Messina) e un capoluogo di regione, Venezia, in una tornata elettorale che, seppur condizionata inevitabilmente da dinamiche ed equilibri politico-elettorali a livello locale che difficilmente si ripetono poi a livello nazionale, rappresenta comunque un test importante per le forze politiche in campo a poco più di un anno dalle politiche 2027, soprattutto considerando che coinvolge oltre un decimo degli elettori italiani.

La lente è inevitabilmente puntata su detti 18 capoluoghi, che hanno visto nelle scorse elezioni in 8 prevalere il centrosinistra, in 5 affermarsi il centrodestra e in 5 dei candidati indipendenti.

Alle 23 di oggi, l’affluenza al voto è stata del 46,31%, con una flessione di circa 4 punti percentuali rispetto al dato precedente alla stessa ora, che si attestava al 50,20%.

Al nord la partita più significativa è necessariamente quella di Venezia, con il centrodestra che tenta di assicurarsi la successione alla carica di sindaco di Luigi Brugnaro con la candidatura di Simone Venturini, componente della sua giunta, mentre il centrosinistra candida il senatore Pd Andrea Martella.

Al Sud, invece, le principali attenzioni sono focalizzate su Salerno e Reggio Calabria. Nel primo comune Vincenzo De Luca, dopo i 10 anni (2015-2025) da governatore della Campania, tenta di riconquistare la sua città, senza però il simbolo del PD, dove fu eletto sindaco a suffragio universale diretto per la prima volta nel 1993, per poi essere confermato dal 1997 al 2001 e farvi ritorno dal 2006 al 2015. A sfidarlo è il candidato di centrodestra Gherardo Maria Marenghi, avvocato e docente all’Università di Salerno.

A Reggio Calabria Il centrodestra prova a riconquistare il comune candidando il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, sostenuto dall’intera coalizione meloniana. Il centrosinistra risponde con Domenico Donato Battaglia, considerato l’erede politico di Giuseppe Tiberio Falcomatà, sindaco della città in quota al PD dal 2014 al 2026.

Insomma, staremo a vedere cosa ci riserverà questa tornata elettorale a partire dalle ore 15 di domani, con l’eventuale turno di ballottaggio, nei comuni con più di 15mila abitanti, che si svolgerà domenica 7 e lunedì 8 giugno.

Di sicuro, in una fase che è iniziata con la recente e aspra battaglia sul referendum costituzionale in materia di giustizia, in cui i sondaggi politici imperversano e il confronto tra il centrodestra, con l’incognita di Futuro Nazionale di Vannacci, e il c.d. Campo Largo diventa anche una sottile sfida psicologica – fatta di percentuali che sembrano, di giorno in giorno, variare a favore dell’uno o dell’altro schieramento politico – che serve anche a costruire strategie politiche, questa tornata elettorale qualcosa ci dirà circa l’umore politico degli italiani.

Ma alcune cose sono altrettanto certe: come al solito chi avrà perso il confronto elettorale proverà a minimizzarne l’esito mentre, viceversa, chi lo vincerà ne amplificherà la portata oltre la sua logica e naturale dimensione; la competizione 2027 dipenderà anche dall’esito della legge di riforma elettorale, il cui iter è stato avviato lo scorso febbraio; l’astensionismo sarà ancora una volta la variabile incognita da valutare.