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La Pasqua a Merano è divertimento, tradizione, sorpresa

E un’occasione per assaporare l’inizio della primavera regalandosi anche una pausa di relax e benessere

di Valerio Cruciani

MERANO – Come a Natale e ad ogni festa che si rispetti, anche a Pasqua ogni regione mette in scena le sue tradizioni e in Alto Adige il periodo pasquale è un appuntamento che non bisogna assolutamente perdere. Per le suggestive processioni che trasformano le strade di paese in spettacolari tableaux vivants, per l’atmosfera gioiosa che si respira un po’ ovunque e per le antiche usanze che rendono questi giorni davvero speciali.

PASQUA - A Merano, perla dell’Alto Adige incastonata nella verde Val Passiria, Pasqua vuol dire primavera, sole, luce, colori, profumi: qui la natura si risveglia in anticipo grazie al microclima particolare, e nella città dei parchi, delle passeggiate, dei viali e dei giardini la fragranza delle forsizie si diffonde nell’aria, i boccioli sui rami esplodono e le temperature miti invitano a godere delle belle giornate di sole, tra una piacevole camminata lungo il Passirio, un giro in bicicletta o un caffè in uno dei tanti baretti all’aperto. Il periodo pasquale è anche l’occasione per visitare i bellissimi Giardini di Castel Trauttmansdorff, appena riaperti dopo la pausa invernale: 12 ettari di verde terrazzato che in un suggestivo anfiteatro naturale riuniscono paesaggi esotici e mediterranei, vedute mozzafiato sugli scenari montani circostanti e sulla città baciata dal sole.

TRADIZIONE - Pasqua è anche tradizione: la Domenica, ad esempio, per i meranesi è un’occasione per indossare gli abiti tradizionali e andare in chiesa per celebrare la Resurrezione, per poi sedersi a tavola, sfidarsi nella tradizionale battaglia delle uova sode, il cosiddetto “Pecken” (una serie di duelli ad eliminazione diretta che consistono nel rompere l’uovo dell’avversario, prima con le due estremità e poi con le due parti più rotonde. Vince, ovviamente, l’uovo che non si rompe!) e gustare le mille delizie della tradizione gastronomica altoatesina, il “Fochaz” (il pane), il prosciutto di Pasqua con la salsa di rafano, gli asparagi bianchi, lo speck, l’agnello e la dolce corona di pasta lievitata... Il giorno di Pasquetta, invece, apre ufficialmente la stagione delle corse all’Ippodromo di Maia, protagonisti i magnifici cavalli Avelignesi: un appuntamento che richiama con i suoi giovani fantini e i cavalli dalla chioma d’oro grandi schiere di pubblico di ogni età. E prima delle gare che vedono gli “Haflinger” sfidarsi al galoppo, il centro storico della città è teatro di una grande festa con il corteo dei cavalli, le bande musicali, i gruppi folcloristici e molte altre sorprese.

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