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Lana e dintorni: un territorio ricco di acqua

Lana e dintorni: un territorio ricco di acqua

Sentieri delle rogge, cascate, specchi d’acqua e piscine naturali

di Silvia de Mari

LANA - Il territorio di Lana e dintorni, tra le sue meravigliose caratteristiche naturali, annovera anche quella di essere ricco di corsi d’acqua, l’elemento che più di ogni altro simboleggia la vita. Grazie a ciò la vegetazione cresce florida e in primavera la natura colora tutta la zona con fiori profumati.

I SENTIERI - Due dei canali di irrigazione della fitta rete della Val d’Adige, percorribili grazie a dei sentieri che li costeggiano, attraversano il territorio, dando la possibilità di andare alla scoperta di scorci e posti nascosti. Si tratta dei Waalwege, sentieri facili che un tempo servivano per controllare il regolare afflusso d’acqua e per effettuare lavori di manutenzione, senza dislivelli importanti e per questo molto apprezzati dalle famiglie anche con bambini piccoli. Poter bagnare i piedi durante una sosta, o giocare con l’acqua in sicurezza, in quanto la profondità dei Waale è di qualche decina di centimetri, è un vero divertimento per i bambini, ma anche per i più grandi. Il sentiero della roggia di Brandis unisce Lana di Sopra a Lana di Sotto e si estende tra castagneti, vigneti e meleti. È una passeggiata pianeggiante della durata di circa 40 minuti (2,5 km), mentre il Waalweg di Marlengo, lungo 11 chilometri (circa 3 h di percorrenza), parte da Lana e arriva fino alla Chiusa di Tel, passando per i paesi di Cermes, Marlengo e Foresta mantenendo sempre i 450 metri di quota.

GOLA DI LANA - La Gola di Lana è uno dei posti più affascinanti di questo territorio. Dal centro del paese si passa in pochi minuti di cammino ad un panorama selvaggio fatto di boschi, pareti rocciose, ma soprattutto di torrenti e piccole cascate che in estate rinfrescano l’aria e con il loro rumore rendono la passeggiata più avventurosa. Dal ponte sul fiume Valsura a Lana di Sopra, la passeggiata si estende lungo entrambi gli argini in direzione Val d’Ultimo. Dopo la galleria rocciosa lungo il percorso, il sentiero diventa sterrato, le pareti rocciose della gola si stringono e sui lati delle pareti i rigagnoli si trasformano in tante cascatelle.

L'ACQUA DI LANA - La montagna di Lana, Monte San Vigilio, nasconde un inestimabile tesoro. Dalle sue profondità, infatti, sgorga una limpida acqua leggermente radioattiva che, all’epoca della captazione, veniva impiegata per approvvigionare i masi, le case per la villeggiatura e i ristoranti di Monte San Vigilio. Negli anni ’60, quando le ricerche confermarono le sue eccellenti qualità minerali, vennero costruite lunghe tubazioni dirette a Merano, dove, ancora oggi viene imbottigliata e commercializzata da Aquaeforst Srl – Meraner Mineralwasser, un’azienda che fa capo alla rinomata Birra FORST.

IL LAGO NERO - Inoltre, su Monte San Vigilio, si trova il bellissimo lago Nero vicino al ristorante Seespitz, dove d’estate si può pescare e d’inverno giocare a curling o pattinare.

LA PISCINA NATURALE - A Gargazzone nel 2010 è stata realizzata la piscina naturale pubblica, una struttura innovativa ed ecologica che rinuncia completamente a un sistema chimico di depurazione delle acque. Tutto il progetto è all’insegna della sostenibilità ambientale, compreso l’impianto di riscaldamento a pannelli solari per l’acqua delle docce. Oltre alla piscina c’è anche un’area di rigenerazione vegetale con piante che garantiscono la depurazione naturale delle acque. La piscina Naturale di Gargazzone è il posto ideale per fare un fresco bagno rigenerante senza paura di irritazioni causate da sostanze chimiche, soprattutto per le pelli delicate dei bambini.

IL BIOTOPO VALSURA DI LANA - Un altro luogo davvero interessante, anche per la sua storia, è il Biotopo Valsura di Lana, un’area di 32 ettari attorno al delta del fiume Valsura, dove hanno trovato rifugio ben oltre 230 specie di uccelli, tra cui 50 da cova, anfibi, colubridi, pesci e insetti acquatici, nonché numerose piante rare. In origine questa zona era molto più estesa; fino alla metà del XX secolo misurava infatti oltre 100 ettari ed era un paradiso naturale composto da laghetti, boschi ripariali e torbiere che offrivano ripari sicuri ad una straordinaria varietà di specie animali. Alla fine del boom economico degli anni ‘60, questa parte di territorio divenne un biotopo in parte accessibile, in cui vale la pena fermarsi per ascoltare lo spettacolo musicale offerto dalle molte specie di uccelli e dalle rane che popolano la zona.

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