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L’uva e i masi Gallo Rosso

L’uva e i masi Gallo Rosso

Assistere al procedimento che parte dal frutto fino alla bottiglia

di Bianca Franchi

BOLZANO – Osterie e masi Gallo Rosso offrono due tipi di esperienze rispetto al vino e all’uva. Nelle prime, gli ospiti possono bere il nettare prelibato insieme ai piatti tradizionali altoatesini, concedendosi un momento dedicato esclusivamente al piacere del palato. L’osteria contadina Gallo Rosso Griesserhof a Varna, ad esempio, è un Buschenschank (che però offre anche l’ospitalità) dove gustare ottimi vini come il Sylvaner ’19 e il Gewürztraminer ’19 e piatti prelibati. In autunno le osterie contadine, in occasione della secolare usanza contadina del Törggelen, offrono vino e le tradizionali castagne arrostite, carne salmistrata, zuppa d’orzo e Krapfen.

IL SOGGIORNO - Durante un soggiorno al maso, invece, l’esperienza è più estesa in quanto oltre alla degustazione dei vini di stagione gli ospiti possono anche scoprire come l’uva viene messa in bottiglia. I masi Gallo Rosso che si dedicano alla viticoltura, infatti, danno la possibilità ai loro ospiti di vivere il momento della vendemmia, della pigiatura, dell’imbottigliamento fino al primo sorso di “Nuien” (il vino novello). Sono 356 i masi Gallo Rosso specializzati nella produzione di vino e che, da settembre a novembre, offrono ai loro ospiti non solo degustazioni di alto livello e informazioni specifiche sul vino e sul vetro di alta qualità, ma anche visite guidate alle cantine, dove i vini rossi e bianchi maturano in botti di legno o in vasche d’acciaio fino a quando il loro gusto è perfetto e dove gli ospiti imparano tutto sull’industria vinicola altoatesina, nonché sui diversi metodi di coltivazione e sulle singole fasi di un’annata vitivinicola.

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