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L’Europa agli Stati generali dell’Economia

L’Europa agli Stati generali dell’Economia

Nel giorno d’apertura sono intervenuti David Sassoli, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde e Paolo Gentiloni

di Silvia de Mari

ROMA - Partiti gli Stati generali dell'Economia a Roma promossi dal premier Giuseppe Conte. Durante il primo giorno, all’apertura del convegno, hanno parlato alcuni esponenti delle istituzioni europee: David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen, a capo della Commissione europea, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde e il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni.

DAVID SASSOLI - «Caro presidente Conte, bisogna fare in fretta - si è raccomandato il presidente del Pe David Sassoli -. Tutti gli indicatori ci riferiscono che la crisi colpirà duramente. Servono riforme strutturali e interventi di sostegno diretto alle persone», riferendosi, in particolare, a forme come il reddito minimo vitale deciso dalla Spagna.

VON DER LEYEN - «L'Europa s'è desta» è stato il primo commento, in italiano, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Mentre investiamo, dobbiamo anche fare riforme ambiziose» ha aggiunto. Con Next Generation EU si «possono affrontare le sfide che da tempo pesano sull'economia italiana, e spianerà la strada ad una ripresa economica duratura. Ora sta a voi farlo succedere», ha concluso.

CHRISTINE LAGARDE - «In qualità di responsabili politici, vi incoraggio a non sprecare questa crisi», ha affermato, invece, la presidente della Bce Christine Lagarde: «La Bce farà la sua parte nell'ambito del suo mandato - ha aggiunto -. Ma spetta a voi dimostrare ai cittadini che le nostre società emergeranno da questa trasformazione più forti e più verdi».

PAOLO GENTILONI - «La storia delle condizionalità imposte dall'alto per salvare i singoli Paesi è una storia finita, è alle nostre spalle». Con Next generation Eu «parliamo di risorse comuni a 27, alle quali si accede volontariamente sulla base di piani elaborati dai governi nazionali». Così è intervenuto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, durante gli Stati Generali. «So - ha aggiunto in merito al Recovery Fund - che il Governo italiano è pienamente consapevole che non si tratta di spese facili, tesoretti o libri dei sogni ma di un impegno che ci metterà alla prova. Ora dobbiamo dirci che queste ingenti risorse metteranno alla prova tanto la Commissione che il sottoscritto nelle sue responsabilità, quanto i singoli Paesi e governi».

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